L’Assemblea generale nazionale Cgil ha preso decisioni che segnano il passaggio verso il congresso. La discussione era stata preceduta da almeno un paio di riunioni dei segretari generali cariche di tensione.
Il documento conclusivo ha ribadito l’equilibrio nel rapporto tra confederazione e categorie e centralità della natura confederale e generale del modello di rappresentanza. È il sindacato di tutti i lavoratori che fa della propria unità interna un valore da salvaguardare.
Il nostro voto favorevole non impedisce di vedere ciò che non va o potrebbe non andare. La natura generale della Cgil va salvaguardata valorizzando i pluralismi interni che non trovano sintesi esclusivamente in consessi come la riunione dei segretari generali. La costruzione degli equilibri politici deve vedere il concorso di tutte le espressioni che vivono nell’organizzazione. Le anime politico-programmatiche sono strumento essenziale del sindacato generale. La sola dialettica tra strutture cannibalizza la ricchezza di un corpo sociale come il nostro, perché non attiva energie collettive diffuse, produce “dibattiti” che spesso diventano adesione o meno al punto di vista del segretario generale di riferimento, pena la perdita del “rapporto fiduciario”.
La rinnovata capacità di costruire sintesi è preliminare per rinnovare la capacità di costruire unità e democrazia in un mondo del lavoro sempre più separato e sempre meno solidale. La democrazia è centrale per un sindacato generale consapevole che non basta il voto per essere democratici. La democrazia della partecipazione non può prescindere da una riflessione sull’unità delle lavoratrici e dei lavoratori. Bisogna realizzare le condizioni e le alleanze necessarie per rendere condivisi e esigibili gli spazi della partecipazione, spazi che parlano del ruolo dei delegati, della centralità del rapporto con i lavoratori, della responsabilità delle strutture di organizzare e costruire il consenso attorno ai valori di uguaglianza e libertà. Non basta essere eletti per rappresentare un punto di vista.
[Consegnato in redazione il 29 gennaio 2026]
