[Pubblichiamo il comunicato del “Dipartimento centrale per l’informazione” del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina sugli arresti avvenuti in Italia a fine dicembre del 2025. Le indagini, partite su segnalazione dei servizi israeliani, hanno coinvolto attivisti accusati di aver raccolto donazioni destinate alla popolazione civile di Gaza – attività per altro iniziata ben prima dell’inizio del massacro di massa – ma questa attività è stata considerata come un finanziamento di Hamas definita organizzazione terroristica. Hamas è la branca politica palestinese dei “fratelli musulmani”, una corrente politica islamista che esprime anche il partito di governo in Turchia e il gruppo dirigente dell’emirato del Qatar e pure gruppi armati che hanno combattuto e sconfitto il regime siriano di Assad. Per l’Unione europea, quasi tutte le organizzazioni della Resistenza palestinese – che nella stragrande maggioranza dei paesi del mondo sono considerate organizzazioni politiche – sono definite ‘gruppi terroristici’. Il Fplp è una organizzazione laica, di ispirazione marxista, fondata nel 1967. Il suo attuale segretario generale, Ahmad Sa’dat, è stato sequestrato nel 2002 dai poliziotti dell’Anp e consegnato agli israeliani. È tuttora in isolamento in carcere. Insieme a Marwan Barghouti è uno dei dirigenti palestinesi che Israele si rifiuta sempre di liberare]
Viva la resistenza del popolo palestinese
Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina condanna con la massima fermezza la frenetica campagna repressiva condotta dalle autorità italiane all’alba di sabato (24 gennaio, ndr), che ha preso di mira nove attivisti e quadri impegnati nella difesa della causa palestinese.
Tale campagna ha incluso perquisizioni delle sedi di associazioni di solidarietà e il sequestro di beni e risorse finanziarie con il pretesto infondato del “finanziamento del terrorismo”.
Il Fronte ritiene che questa linea repressiva adottata dal governo di Giorgia Meloni rappresenti un palese allineamento con la guerra di sterminio sionista e una prova definitiva della totale subordinazione di Roma alle imposizioni dell’intelligence sionista.
Affermiamo che l’arresto degli attivisti solidali, basato su informazioni fornite dagli apparati di sicurezza sionisti, costituisce una grave violazione della sovranità italiana e la trasformazione della magistratura in uno strumento esecutivo al servizio dell’agenda dei criminali di guerra Netanyahu e Katz.
I tentativi di criminalizzare il lavoro umanitario e solidale e di classificarlo come “finanziamento di organizzazioni politiche” non sono altro che un’estensione della politica di affamare il nostro popolo, prosciugare le fonti di sostegno morale e materiale e intimidire i movimenti popolari in Europa per dissuaderli dal denunciare i crimini sionisti.
Il Fronte rinnova la sua affermazione che la resistenza all’occupazione, in tutte le sue forme, è un diritto legittimo garantito dalle leggi e convenzioni internazionali, respingendo i tentativi del governo italiano e dell’Unione Europea di capovolgere i fatti etichettando la resistenza come “terrorismo”, mentre il vero terrorismo è quello praticato dall’esercito nemico attraverso massacri quotidiani con il sostegno e l’armamento americano e occidentale.
Invitiamo le comunità palestinesi e le forze progressiste in Europa a lanciare la più ampia campagna di solidarietà e ad intensificare l’azione popolare e legale per fare pressione sul governo italiano affinché rilasci gli attivisti e ponga fine a queste politiche schierate a favore dell’occupazione”.
