Tra riorganizzazioni societarie e riduzione dei margini di profitto. Il ruolo della contrattazione
Già in passato mi sono occupato di descrivere la situazione del settore in cui lavoro: la distribuzione intermedia del farmaco [“Contrattazione nazionale e contrattazione aziendale”, “reds” n. 1/2024]. Avevo raccontato la necessità del rinnovo del Ccnl del terziario per un settore in cui questo contratto è quello più applicato. A distanza di due anni è utile aggiornare la situazione del settore. Non affronterò solo le necessità di lavoratrici e lavoratori in termini di condizioni di lavoro, ma ragionerò anche sulle dinamiche generali.
Partiamo dall’analisi generale. Due dati su numero delle aziende del settore e numero dei centri distributivi. Nel 2002 le aziende operanti sul territorio nazionale erano 148 (fonte Federfarma servizi) oggi sono 59. Il numero dei magazzini nel 2002 era di 265 su tutto il territorio nazionale, ed oggi sono 171. Il numero degli addetti viene dichiarato costante (nello stesso periodo di riferimento): circa 15.000 addetti. Questo primo dato comprova quel che noi, delegate e delegati, osserviamo empiricamente: la progressiva concentrazione di aziende e di magazzini che servono un mercato in espansione costante. Il numero dei magazzini si riduce a differenza del numero di addetti proprio per la combinazione degli elementi descritti: riduzione numero di aziende, conseguente riduzione del numero di magazzini (dovuta all’accorpamento delle strutture su base territoriale), ma costante numero di addetti occupati per via dei volumi che crescono. Il dato, osservato sulla base dell’esperienza sindacale, è che il numero degli addetti si modifica quando c’è qualche chiusura, spesso proprio a seguito dei processi di accorpamento, ma che viene compensata da investimenti, in termini di lavoro e addetti occupati, in altri centri distributivi presenti nella stessa area geografica. La distribuzione del farmaco, a differenza di altri settori, vive del rapporto con il proprio territorio: la vicinanza al mercato di riferimento, e quindi alle farmacie, è determinante per offrire il servizio che le stesse chiedono e mantenere alta la competitività. Generalmente il numero delle consegne è di due al giorno: risulta indispensabile quindi la capillare presenza in ogni singolo territorio, provincia e regione. Per offrire un servizio rapido, economico e flessibile.
In questi mesi ci sono state alcune importanti operazioni societarie. La fusione di Comifar ed Admenta (conseguenza della fusione dei due grandi gruppi finanziari Phoenix e Mc Kesson) nel 2023. La rete di farmacie Admenta (ex Lloyd, oggi Benu) conta di due grandi centri distributivi, a Bologna e Milano. La rete Comifar copre invece tutto il territorio nazionale. Dopo la fusione, la rete di magazzini è rimasta inalterata: questo grazie all’incremento dei volumi (frutto dell’integrazione della distribuzione intermedia e delle farmacie). Altra operazione di rilevantissima importanza è quella che ha interessato “Unico – la farmacia dei farmacisti” e CEF: la neonata Q Farma ha avviato una operazione di riorganizzazione che ha interessato la struttura amministrativa, commerciale e di back office, ma non ha riguardato la produzione. Il numero finale di esuberi è stato molto contenuto, anche grazie ad un complesso accordo di gestione siglato con Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs. Ad oggi non ci sono notizie di problemi sul numero dei magazzini.
Registriamo invece una serie di problemi su alcune reti distributive che non hanno dimensione nazionale ma territoriale come Talea group, per esempio, che è interessata da una serie di procedure concorsuali, messe in campo anche per un estremo tentativo di salvezza della società, che ha circa 100 dipendenti tra Torino e Viareggio. Queste esperienze rafforzano la convinzione che la presenza sul territorio è la chiave di volta determinante per il mercato, ma che oramai una rete distributiva efficiente è quella che può avere una dimensione realmente nazionale, con una economia di scala efficace ed efficiente.
L’economia di scala rappresenta la salvezza a fronte dell’ultimo dei problemi, di carattere generale, che voglio affrontare: la riduzione dei margini sul prodotto venduto. La concorrenza tra i magazzini si gioca su due leve: la vicinanza alle farmacie ed i prezzi di vendita dei prodotti. Una differenza di pochi centesimi del valore di vendita di una gamma molto ampia di prodotti può determinare incrementi di vendita o cali repentini del valore del venduto. Questo per la storica difficoltà nel fidelizzare le farmacie ad un singolo magazzino o marchio della distribuzione intermedia.
Anche per questo motivo le società tendono ad accorparsi (maggiori dimensioni, maggiori acquisti, miglior prezzo dall’industria farmaceutica, più ampia capacità di definire politiche commerciali aggressive orientate anche alla fidelizzazione dei clienti).
Voglio chiudere parlando delle politiche contrattuali. Lavoro in Comifar. Leader di mercato ha il contratto integrativo aziendale più moderno ed avanzato nel settore. Oltre ad avere normato moltissimi istituti di difficile gestione, ha anche il merito di essere il solo Contratto integrativo aziendale a carattere nazionale. Infatti, in tutte le altre aziende, anche quelle a dimensione nazionale, abbiamo una contrattazione frammentata, con accordi integrativi sottoscritti nei singoli magazzini. Obiettivo sindacale è procedere verso l’accorpamento della contrattazione, dandole una dimensione nazionale ed omogenea; ma non è un percorso che si possa concludere in poco tempo.
Sul piano della contrattazione nazionale il Ccnl prevalente è quello del terziario, con alcuni centri distributivi, pochi a dire il vero, che applicano il Ccnl multiservizi. Il tema principale riguardo il contratto nazionale è la classificazione dell’addetto di magazzino. Purtroppo, il testo del contratto nazionale apre a diverse interpretazioni e abbiamo, come conseguenza, una situazione irrisolta sull’inquadramento degli addetti alla preparazione: il quarto livello è in concorrenza con il quinto livello, con una evidente e inaccettabile differenziazione tra noi lavoratrici e lavoratori. Obiettivo condiviso è quello della chiarificazione di questo aspetto: speriamo sia davvero così e si possano dare certezze salariali e professionali a tutte e a tutti.
(consegnato in redazione il 30 gennaio 2026)
