Al momento stai visualizzando Rispetto e valorizzazione del capitale umano versus intelligenza artificiale? – Anna Runco

Lo sciopero nel gruppo CERVED conferma il valore del lavoro vivo nel suo rapporto con il lavoro “morto”

Il 19 dicembre le lavoratrici e i lavoratori del gruppo Cerved hanno scioperato in maniera compatta e partecipata.

La giornata di lotta arrivava al termine di una fase molto lunga di discussioni con la direzione aziendale che non hanno mai trovato una concreta soluzione: anzi, negli ultimi mesi la situazione è per noi peggiorata con l’avvio di un grande progetto di formazione, denominato PIP, che, per come è stato progettato, proposto e gestito porta molte preoccupazioni per chi ne è coinvolto e per tutti gli altri colleghi.

Procedo con ordine: da quando la proprietà del gruppo Cerved è cambiata, l’attività sindacale si è soprattutto concentrata sui programmi aziendali e quali investimenti si volessero destinare alle diverse attività. Ricordo che il gruppo offre una vasta gamma di servizi alle imprese e, in un mercato sempre più aggressivo, riuscire a offrire una proposta moderna ed efficiente è fondamentale. I prodotti riguardano attività quali ricerche economiche, affidabilità delle imprese, banche dati, formazione. Moltissimi i servizi ad alto valore aggiunto (e tecnologico) che vengono affidati ad altri di più semplice (ma sempre a forte incidenza tecnologica) gestione.

In questo quadro aziendale, presente su tutto il territorio nazionale, il ruolo professionale di chi vi è impiegato assume rilevanza pari ai progetti. La qualità nello svolgimento delle attività è fondamentale. Ma se il gruppo è leader assoluto in Italia lo è proprio per la qualità del lavoro offerto fino ad oggi.

Di fronte a queste considerazioni assume primaria importanza il rispetto del capitale umano e la sua valorizzazione. Ma, di fronte alla competitività dei servizi e all’evoluzione tecnologica, la tentazione di sostituire le persone con le macchine è forte. Non sarebbe la prima volta nella storia.

E così che il tema della formazione, con i progetti aziendali, affiancata all’evoluzione tecnologica e alla definizione di politiche di prodotto e commerciali aggressive, rischiano di diventare un mix molto pericoloso.

L’informazione ha colto nella nostra battaglia uno “sciopero contro l’intelligenza artificiale”. Oltre che uno slogan interessante e motivante queste parole nascondono un ragionamento complesso che considero indispensabile approfondire.

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale è un tema che sta assumendo crescente rilevanza e merita un adeguato approfondimento rispetto alla sua introduzione nei processi e nelle strategie aziendali. Capire le modalità con cui l’azienda vuole gestire questo processo, ormai inevitabile, di affiancamento di macchine intelligenti al capitale umano è basilare per definire nel medio/lungo termine quali saranno gli impatti sugli organici; è essenziale governare adeguatamente i processi e le attività che prevedono l’utilizzo dell’AI per far sì che i lavoratori siano parte integrante nel loro sviluppo e non si limitino a subirne gli effetti distorti che potrebbero scaturirne. Fornire ai lavoratori una visione chiara e trasparente delle strategie aziendali che prevedono piani di implementazione dell’AI, affiancare alle potenzialità delle macchine intelligenti la valorizzare delle capacità e professionalità presenti negli organici, disporre di una chiara regolamentazione di questi processi sono punti essenziali nella fase di transizione che definiscono la linea di demarcazione tra cogliere le enormi opportunità legate all’evoluzione tecnologica oppure subire i rischi che uno sviluppo incontrollato comporta.

Questo è il ragionamento che ci sostiene: non un approccio luddista che si spaventa e si rinchiude nel rifiuto del progresso, ma un approccio diverso, che ponga ancora al centro il lavoro umano, sostenuto dall’intelligenza artificiale e non il contrario.

In tutta questa nostra battaglia si inserisce un ulteriore spunto: io sono delegata della FILCAMS CGIL nella sede di Mangone, in provincia di Cosenza. Questo sito produttivo è un’eccellenza che permette a noi e ai nostri colleghi di svolgere una attività ad alto valore professionale in un’area in cui, purtroppo, non esistono tante di queste opportunità. L’importanza di siti aziendali simili va calcolata anche in questa maniera: possono essere traino e sprone per il nostro territorio, anche sfruttando la presenza nelle immediate vicinanze dell’Università della Calabria, centro di eccellenza in ambito internazionale per quanto riguarda l’Intelligenza Artificiale. La nostra lotta non si ferma a un solo elemento ma coglie l’essenza della natura economica di una impresa sana, che produce lavoro e che ha nel rispetto dei diritti e degli investimenti personali e pubblici la ragione primaria della propria esistenza.