La sinistra sindacale nella CGIL ha una lunga storia; una storia di compagne e di compagni che hanno sempre militato in CGIL con dedizione ed impegno, esercitando il senso critico che è ricchezza della politica sindacale nel suo insieme. La nostra articolazione è mutata spesso, con compagne e compagni che decidevano di aderire, o di uscire, dalle forme organizzate della sinistra sindacale, senza che venissero meno le ragioni e le forme organizzate della sua esistenza. E l’articolazione organizzativa della sinistra sindacale, pur essendo prioritariamente confederale, vive la sua declinazione nelle categorie come strumento di elaborazione fondamentale.
Negli ultimi dieci anni, per organizzare ed evolvere la nostra proposta politica in Filcams-Cgil, abbiamo utilizzato soprattutto due forme di iniziativa: il periodico “Reds” e il seminario biennale, che ci ha permesso di radunarci e di discutere idee e proposte, fare comunità e dialogare in maniera alternativa con i segretari generali che, di volta in volta, hanno scelto di contribuire al dibattito.
Due anni fa a Milano modificammo leggermente la nostra impostazione: svolgemmo una assemblea nazionale in cui legammo il tema, a tutti noi carissimo, della situazione palestinese al confronto interno alla nostra categoria. Dopo due anni ci apprestiamo a vivere un evento simile: nelle prossime settimane partirà l’organizzazione della nostra assemblea nazionale. Strutturata anche stavolta in forma seminariale, sarà un momento di confronto in cui riavvolgere il nastro della nostra storia e interpretare e dare forma al futuro della sinistra sindacale nella CGIL. “La pace, i diritti, il lavoro. La sinistra sindacale e il XXI secolo”. Questo il titolo che abbiamo scelto; un titolo che riassume l’essenza delle nostre idee. Soprattutto la sfida della modernità che sapremo cogliere, e vincere, se saremo in grado di costruire assieme una sinistra della Cgil che mantenga l’identità unitaria (nelle sue componenti storiche) e plurale (capace di accogliere le diverse opinioni elaborate nel nostro schema di valori politici).
(consegnato in redazione il 25 aprile 2026)
