Un referendum promosso dal basso, una campagna referendaria totalmente sostenuta da volontari. Un bagaglio di esperienza per tutto il movimento sindacale e per la sinistra [quarta e ultima parte]
Il referendum venne convocato per il 15 e 16 giugno 2003.
Furono tre mesi di campagna referendaria difficile, contrastata e di boicottaggio, di mancata informazione al punto che venne richiesto un incontro al Capo dello Stato, il presidente Carlo Azeglio Ciampi.
In campo nello scontro un vasto fronte governativo e padronale, Associazioni di rappresentanza d’impresa, i commercianti, gli artigiani, la Lega delle Cooperative, la Coldiretti, Cisl, Uil, per sostenere formalmente il NO ma sostanzialmente per l’astensione: sapevano che se fosse stato raggiunto il quorum il SI avrebbe vinto.
Per l’astensione si erano dichiarati i Ds, e un pezzo di Cgil. Incredibilmente Sergio Cofferati, ormai non più segretario generale, sostenne l’astensione!
Il nuovo segretario generale Guglielmo Epifani, nel Comitato Direttivo Nazionale, sostenne, insieme alla maggioranza della segreteria nazionale, un ordine del giorno con il quale schierava coerentemente la Cgil per il SI. A stragrande maggioranza venne votato quel documento.
La legittimazione “a sinistra” dell’astensionismo l’abbiamo pagata non solo allora, ma anche nel tempo. L’abbiamo pagata ancor oggi, con la propaganda astensionista del Governo Meloni e della destra politica in occasione dei referendum sociali promossi dalla Cgil nel 2023!
I due referendum sociali per l’estensione dei diritti in tutti i luoghi di lavoro non erano “i referendum di Bertinotti”, come si racconta oggi, ma quelli voluti da delegate e delegati, da cittadini, da dirigenti della Sinistra sindacale Cgil (noi di Lavoro Società e non solo, dalla Fiom e sostenuti da un ampio fronte sociale e politico da Rifondazione ai Verdi, dalle Associazioni a singole personalità nell’ambito del Comitato Promotore Nazionale “La Giusta Causa” e del Comitato di Sostegno nazionale).
Il referendum non ebbe successo per il mancato raggiungimento del fatidico quorum.
Nonostante il boicottaggio, i silenzi stampa, il fronte governativo del NO e dei partiti di destra liberisti, nonostante l’astensionismo dei Ds, di esponenti della Cgil, di Cisl e Uil, di tutte le associazioni industriali, artigiane e del commercio, della Lega delle cooperative, di Coldiretti, della Margherita, votò il 25,73% degli aventi diritto. I SI furono 12.727.914, i NO 1.616.691.
Non ce l’abbiamo fatta. Ci dispiace ancor oggi per tante lavoratrici e lavoratori, per i tanti giovani che ancora vivono e lavorano nella precarietà, che si vedono ledere diritti e dignità, che lavorano senza protezioni, che muoiono per mancanza di sindacato, di sicurezza e di controlli.
Rimango convinto della giustezza di quella battaglia politica che si affiancava al movimento di lotta sindacale e politica contro le scelte antisociali e anticostituzionali del Governo Berlusconi, contro il devastante Libro bianco di Maroni. Se il fronte democratico e di sinistra lo avesse vinto, si sarebbe aperta un’altra fase e si sarebbe fermato l’attacco, il ridimensionamento, lo svuotamento dell’articolo 18, proseguito successivamente anche con il governo di centrosinistra di Matteo Renzi.
Il referendum rappresentava la continuità dello scontro sociale e politico in atto e così avrebbe dovuto essere percepito e sostenuto. È stata una grande un’occasione persa. Nella lotta per la difesa e l’allargamento di un diritto fondamentale contro ogni discriminazione, contro il licenziamento illegittimo e il diritto alla reintegra, per chi lavora, per chi si organizza nel sindacato, per chi si assume il difficile ruolo di delegato sindacale, per chi vuole difendere dignità e diritti nei luoghi di lavoro, ancora oggi l’articolo 18 non è un arnese del passato, ma un bisogno del presente.
La lotta di classe non è mai finita. Non ci rassegniamo, continuiamo a lottare per noi, per chi rappresentiamo e per il futuro del paese.
(consegnato in redazione il 13 gennaio 2026)
[La prima, la seconda e la terza parte sono state pubblicate su “reds” nei mesi di febbraio, marzo e aprile di questo anno. Si consiglia di rileggerle insieme. Si può farlo comodamente sulla edizione on line… su https://www.lavorosocieta-filcams.it/#, NdD]
