Coop Lombardia ha annunciato la cessione al gruppo Eurospin del negozio di Sesto San Giovanni, dopo quello di Busto Arsizio (VA). La notizia, confermata ufficialmente lo scorso 17 novembre e prevista entro il 15 dicembre, ha generato sconcerto e preoccupazione tra i dipendenti. Con le stesse contestate modalità delle settimane scorse, tra pochi giorni tutti i dipendenti saranno ceduti insieme alle mura del negozio. Nonostante il mantenimento dei posti di lavoro, le lavoratrici e lavoratori usciranno dal mondo dell’impresa cooperativa che per decenni hanno alimentato con rigoroso impegno, passione e senso di appartenenza. Il futuro per loro sarà ora ben diverso e molte sono le incertezze.
Il passaggio diretto da azienda ad azienda è una garanzia importante e una conquista spesso sudata dai lavoratori del commercio. Il passaggio diretto consente di mantenere le condizioni economiche e normative del ccnl e del CIA di provenienza. Ma produce anche uno spezzatino delle condizioni di lavoro, quando i dipendenti nei negozi hanno storie aziendali differenti, quando si arriva ai trasferimenti all’interno del nuovo perimetro aziendale. È una delle ragioni per le quali e si cerca di ridurre il numero dei contratti collettivi nazionali di lavoro. Ma il lavoro in cooperativa è qualcosa di più, che supera anche l’orgoglio aziendale che hanno i dipendenti di altri gruppi del settore. La cooperazione distributiva ha una storia, ha un legame col territorio, dovrebbe avere strategie aziendali basate sulla solidarietà e la socialità. Essere della Coop è motivo di orgoglio! Come dice il comunicato sindacale unitario: “Non è eticamente accettabile che, a distanza di pochi giorni, altri dipendenti divenuti punti di riferimento del punto vendita siano stati abbandonati senza cercare soluzioni alternative o ricollocazioni nel perimetro aziendale”. Sono incessanti le voci che coinvolgono altre realtà. È stato aperto lo stato di agitazione in Coop Lombardia. Il presidio di sabato 29 novembre è stata occasione per manifestare anzitutto la solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori di Sesto San Giovanni, ma anche per ribadire che proseguiremo con la mobilitazione in assenza di risposte chiare e tempestive sul futuro della rete vendita.

[consegnato in redazione il 30 novembre 2025]