Ci sono troppi comunisti in giro, nelle strade e nelle piazze. Estremisti, sibila il governo che mette nel mucchio tutti quei fastidiosi perturbatori della pubblica quiete e dello shopping. Propal, maranza, studenti, lavoratori, attivisti per il clima, rompiscatole che si ostinano a dire no alle centrali nucleari, immigrati che hanno l’ardire di chiedere diritti civili e sociali, e chi più ne ha più ne metta: se potessero, Meloni, Salvini e Tajani li farebbero sparire con un colpo di bacchetta magica, come i maghi oscuri di Hogwarts, ma dai romanzi fantasy alla realtà c’è di mezzo un oceano. Così, in mancanza di meglio, si blinda tutto ciò che è possibile blindare.
E’ il volto autoritario della destra italiana, quella che un decreto sicurezza al giorno toglie il medico di torno. Tra fermi preventivi, arresti differiti, caccia al mostro di turno, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ma così ci si può esporre anche a colossali figuracce, vedi il vicepremier e ministro ‘garantista’ Tajani che, parlando del povero Youssef Siher, dice che “riportarlo in libertà significa mettere in pericolo la sicurezza del paese”. Rabbrividisce pure Giuliano Ferrara. Siher colto in fragrante? “Come se lo fosse”, sentenzia Tajani. Quasi viene da rimpiangere il Cavaliere. E che dire del sottosegretario Mantovano, che nella sua crociata proibizionista punta l’indice sui giovani che “si drogano prima della manifestazioni”. Un esperto in materia, visto che l’Italia ha proibito perfino la cannabis senza Thc di fronte ad un’inorridita Unione europea.
L’hit-parade degli scivoloni del governo Meloni si arricchisce settimana dopo settimana di autentiche perle. Come Trump, più di Trump. Scudi e manganelli riempiono le strade, oltreoceano con la caccia al migrante (ricordate l’Ice?), qui da noi per sedare con le cattive le proteste di un popolo che ha iniziato ad aprire gli occhi perché impoverito, licenziato, sfrattato, maltrattato, senza diritto alla casa, alle cure, a un’istruzione adeguata e accessibile ai tempi presenti. Zone rosse per tutte e tutti.
(consegnato in redazione il 29 ottobre 2026)
