Al momento stai visualizzando La vertenza sugli appalti scolastici riguarda tutta la Cgil – di Alessandro Salvati

Tre mesi senza salario negli appalti scolastici: la battaglia della Filcams-Cgil di Milano per la dignità del lavoro

Ogni anno, con il termine delle lezioni e la consueta chiusura estiva degli istituti scolastici, si riapre sul nostro territorio una ferita sociale profonda che penalizza ingiustamente migliaia di lavoratrici e lavoratori impiegati negli appalti delle pulizie, dell’assistenza e della refezione scolastica. A differenza delle interruzioni brevi previste dal calendario scolastico durante le festività natalizie, che sono state felici conquiste della contrattazione integrativa attraverso il pagamento delle ferie maturate, la pausa estiva rappresenta un lungo vuoto contrattuale interamente privo di retribuzione, di indennità e di ammortizzatori sociali. Non ci troviamo di fronte a una scelta volontaria di vacanza, ma ad un’imposta sospensione del rapporto di lavoro che scarica arbitrariamente l’intero costo economico della chiusura delle scuole sulle spalle di chi vi lavora quotidianamente con dedizione.
Guardando alla realtà della Città Metropolitana di Milano, questa condizione di inattività non retribuita coinvolge circa tremilacinquecento famiglie. La platea di riferimento presenta una marcata connotazione di genere, risultando composta per oltre l’ottanta per cento da donne, prevalentemente inserite in regimi di part-time involontario con orari ridotti e paghe orarie minime. Ne consegue un quadro drammatico di conclamato lavoro povero, in cui i salari annui percepiti si attestano stabilmente al di sotto della soglia di povertà assoluta definita dall’Istat. Togliere tre interi mesi di stipendio a nuclei familiari che già vivono sulla soglia della sussistenza significa spingere migliaia di lavoratrici e le loro famiglie in una condizione di grave ed insostenibile emergenza economica e sociale.
Per contrastare questo scenario, la Filcams-Cgil di Milano ha promosso una vasta campagna di mobilitazione rivolta al Comune, alla Regione e alle istituzioni nazionali. La richiesta del sindacato non si limita a sussidi straordinari, ma pretende un intervento strutturale fondato sulla fornitura di lavoro durante la stagione estiva. Le competenze del personale degli appalti scolastici possono e devono infatti essere valorizzate attraverso l’estensione dei centri estivi e la promozione delle scuole come presidi sociali di quartiere, oppure mediante la ricollocazione temporanea nei servizi civici e sociali gestiti dall’amministrazione comunale, assicurando in questo modo un’effettiva continuità occupazionale e salariale per tutti i dodici mesi dell’anno.
La sostenibilità di questa impostazione è confermata dalle buone pratiche adottate in altri Paesi europei, a partire dall’esperienza della Spagna. Il legislatore spagnolo ha superato l’anomalia della precarietà negli appalti scolastici introducendo il modello del contratto fisso-discontinuo (contrato fijo discontinuo), pensato specificamente per attività con pause di funzionamento cicliche e programmabili. Nel sistema spagnolo, durante i mesi di sospensione estiva dell’attività, le lavoratrici conservano formalmente la titolarità del proprio posto di lavoro e accedono contestualmente alla prestazione ordinaria di disoccupazione erogata dai servizi pubblici, dimostrando che è giuridicamente e politicamente possibile garantire la tutela del reddito anche in costanza di rapporto di lavoro.
A testimonianza della vitalità di questa battaglia sul territorio milanese, il percorso di mobilitazione ha registrato un’ampia partecipazione dal basso. Nelle prime assemblee organizzate nei plessi scolastici sono state già coinvolte oltre duecento lavoratrici, e un ricco calendario di nuovi incontri è già programmato per i prossimi giorni. Questa straordinaria spinta organizzativa si tradurrà in un’iniziativa politica diretta: la Filcams-Cgil porterà infatti il dossier e le proposte della vertenza al centro del confronto con tutti i candidati alla carica di sindaco di Milano per le prossime elezioni amministrative, chiedendo loro impegni formali sui capitolati d’appalto e sulle clausole sociali di continuità del reddito prima dell’assunzione della guida della città.
In conclusione, la vertenza per il riconoscimento del reddito e della dignità negli appalti scolastici deve diventare una priorità politica dell’intera organizzazione confederale. In questa lotta si concentrano infatti i temi identitari della Cgil: il contrasto al lavoro povero, la tutela della dignità negli appalti pubblici, la parità di genere e la difesa dei diritti di chi garantisce la cura e la pulizia dei servizi pubblici essenziali. Trasformare questa battaglia in una vertenza generale significa riaffermare che nessun servizio pubblico può fondarsi sullo sfruttamento e sull’incertezza economica delle persone.

(consegnato in redazione il 26 ottobre 2026)