[La destra strumentalizza la paura, il disagio delle commesse e dei commessi dei negozi di fronte a disordini che hanno provocato il danneggiamento e furti nei negozi dove lavorano. Solidarietà pelosa, nel tentativo di trasformare un’emergenza sociale in un problema di ordine pubblico da affrontare col manganello e col codice penale.
Il giorno dopo, delegate e delegati delle Librerie Feltrinelli hanno reso noto il comunicato che segue. Lo pubblichiamo volentieri, condividendone i contenuti. Il titolo è redazionale, ndd].

“Siamo delegate e delegati delle Librerie Feltrinelli, sed e negozi. Abbiamo assistito ai cortei degli scorsi giorni e alla cosiddetta devastazione della Libreria Feltrinelli di Torino Porta Nuova. Siamo senza dubbio solidali con colleghe e colleghi.
Condanniamo con fermezza invece tutto il dibattito che ne è seguito.
Mentre vi preoccupate per un cestone di vinili e quattro libri rovesciati non vi chiedete come stanno lavoratrici e lavoratori Feltrinelli. Non si parla degli scioperi di questi anni, delle lotte per un salario dignitoso, per il rispetto delle professionalità e contro la precarietà riservata spesso e volentieri ai lavoratori e lavoratrici che fanno parte di quella generazione vituperata scesa in piazza in questi giorni.
Abbiamo un governo che aumenta mensilmente le spese militari per seminare morte e distruzione in giro per il pianeta.
Vendiamo armi a Israele per perpetrare indisturbato il genocidio nei confronti del popolo palestinese. Le scuole cadono a pezzi, i salari sono tra i più bassi in Europa e quando si sciopera per tentare di alzarli si viene derisi e insultati con la battuta idiota del weekend lungo. Benzina e affitti sono alle stelle, la sanità pubblica al tracollo.
Il mondo brucia per il cambiamento climatico eppure questa classe dirigente pare non accorgersi di nulla, troppo interessata a rappresentare gli interessi delle élite finanziarie e potentati economici che nonostante la crisi non vogliono smollare neanche una briciola delle loro ricchezze.
L’unica risposta istituzionale alla rabbia di questi giorni è stato l’ennesimo, irricevibile, antidemocratico e provocatorio decreto ‘sicurezza’.
In Italia e in buona parte dell’Europa e non solo una generazione si sta opponendo a tutto questo e va sostenuta senza indugi. Sono giovani donne e uomini che hanno senza dubbio molto da sperimentare ma a cui noi adulti abbiamo poco da insegnare.
Sono molto più consapevoli di quello che gli adulti pensano e raccontano da giorni sui giornali, nelle televisioni o sui social.
Hanno la consapevolezza di dover stravolgere questo sistema per ricostruirne uno nuovo su altre basi e provano a farlo davvero, scendendo nelle piazze.
E in quelle piazze così radicali e determinate noi lavoratrici e lavoratori vogliamo esserci e ci saremo, come ci siamo state in quelle per Gaza ormai un anno fa.
Non li avete visti arrivare. Ci vedrete avanzare”.