Si costituisce il Comitato promotore del referendum per estendere l’obbligo di reintegro ex articolo 18 per i lavoratori licenziati illegittimamente (parte terza)
Nell’assemblea nazionale di Roma del 29 maggio 2002 si costituì ufficialmente un Comitato Promotore nazionale “Giusta Causa, Stesso Lavoro Stessi Diritti” rappresentativo, composto dai 14 cittadini depositari dei quesiti e da una cinquantina di sindacalisti, delegati, giuristi, intellettuali, attori, registi, scrittori, con sede ufficiale a Milano in Piazza Grandi e sede legale a Roma, presso lo studio dell’avvocato Piero Panici; il ruolo di Presidente fu affidato a Paolo Cagna Ninchi. Ci si adottò anche di uno Statuto.
La raccolta di firme iniziò ufficialmente il 18 maggio 2002 e si concluse tre mesi dopo nel corso di un’estate particolarmente calda.
Fu un’avventura non priva di ostacoli, avevamo pochi mezzi e poche risorse economiche a disposizione, con una quasi totale mancanza di informazione da parte degli organi di stampa. Sostenemmo insieme un impegno gravoso quanto generoso, soprattutto da parte delle delegate e dei delegati, dei sindacalisti della sinistra Cgil, di Lavoro Società e della Fiom. Migliaia furono i volantinaggi per informare i lavoratori, i cittadini, e centinaia furono i banchetti predisposti in tutta Italia davanti ai luoghi di lavoro e nelle piazze. Allora la raccolta di firme non si faceva on line, e la certificazione doveva essere fatta solo portando i moduli nei i Comuni di appartenenza di ognuno dei firmatari dei quesiti. Si lavorava giorno e notte, con solidarietà e consapevole militanza: un’esperienza umana e sindacale sicuramente ancora viva nel ricordo di tante e di tanti che ne furono protagonisti. Non c’era la Cgil con le sue strutture a coordinare questo lavoro.
Dopo i tre lunghi e faticosi mesi di raccolta firme a sostegno dei nostri due referendum, si raggiunsero oltre 700.000 firme certificate, che furono consegnate il 9 agosto alla Corte Suprema di Cassazione.
“L’anno 2002, il giorno 9 del mese di agosto nella Cancelleria della Corte Suprema di Cassazione in Roma, Palazzo di Giustizia, avanti a me Patrizia Ventricini, cancelliere C1 della Corte medesima, si sono presentati i signori: Pier Luigi Panici, Paolo Cagna Ninchi, Giacinto Botti, Pietro Alò (…). Quindi i medesimi, allo scopo espressamente enunciato di attuare la richiesta del referendum sopra menzionato, depositano ai sensi e per gli effetti dell’art.28 della legge 25/51970 n. 352 fogli che affermano contenere complessivamente ed in appoggio alla richiesta oltre 700.000 (settecentomila) firme di cittadini elettori per la Camera dei Deputati, firme tutte regolarmente autenticate e correlate dalla certificazione di iscrizione alle liste elettorali. I comparenti precisano inoltre, che i fogli sono stati predisposti con le modalità indicate dall’art. della richiamata legge 25/5/1970 n. 352. I fogli sono contenuti in n. 116 (centosedici) scatole sigillate con nastro adesivo, ciascuna scatola è contraddistinta da un numero identificativo da n. 1 a n. 116”.
Il Comitato promotore nazionale “La Giusta Causa” e il Comitato nazionale di sostegno, dopo la consegna di oltre 700.000 firme, aprono la campagna sugli artt. 18 e 35 dello Statuto dei Lavoratori, per estendere i diritti, difendere la libertà del lavoro e a sostegno dello sciopero generale.
L’incontro pubblico venne convocato per sabato 12 ottobre 2002 presso la Casa della Cultura a Milano. Introdusse Paolo Cagna Ninchi. A me toccò di coordinare. Intervennero: Mario Agostinelli (Attac), José Luis Del Roio (Forum mondiale delle alternative), Alfonso Gianni (Prc), Dino Greco (Segretario generale Cgil Brescia), Piero Panici (Avvocati democratici europei), Luigia Pasi (Segretaria nazionale Si. Cobas), Gian Paolo Patta (Segretario nazionale Cgil), Gianni Rinaldini (Segretario generale Fiom-Cgil), Natale Ripamonti (Verdi), Cesare Salvi (Socialismo 2000), Guglielmo Simoneschi (Magistratura democratica), Ugo Spagnoli (Presidente emerito Corte costituzionale) e Aldo Tortorella, (Associazione per la Rinascita della Sinistra).
La data del referendum venne fissata per il 15 giugno 2003.
[Questo articolo, nella sua interezza, è stato consegnato in redazione il 13 febbraio 2026. La quarta e ultima parte dell’articolo sarà pubblicata, salvo complicazioni, sul numero 5 di “reds” a maggio 2026, sempre nella rubrica “old reds”. La prima e seconda parte sono già state pubblicate rispettivamente sui numeri 2 e 3 di “reds” di febbraio e marzo del medesimo 2026]
