“Mensaleri” di Wu Ming 2 si distingue per la capacità di riportare l’attualità italiana alle sue radici
La storia di Mensaleri si sviluppa attorno alla realizzazione di uno spettacolo teatrale sociocosmico, inscenato tra i resti di una comunità industriale ormai avviata verso quella che viene definita “riqualificazione produttiva”, in realtà la solita speculazione edilizia. Questo artifizio permette all’autore di ripercorrere la storia di un immaginario insediamento industriale che, subito dopo l’Unità d’Italia, cambiò radicalmente l’isola di Parpai [in dialetto lombardo “farfalla”, ndr].
Lo spettacolo e il suo processo creativo sono un espediente letterario, grazie al quale l’autore muove con destrezza tra differenti piani narrativi e le molteplici dicotomie che innervano una vicenda ampia e articolata. Ne risulta una storia scritta come fosse una sceneggiatura: troppo abbondante per essere rappresentata sul palco, costretta dalla sua stessa ricchezza a diventare romanzo.
Il romanzo intreccia diversi livelli temporali. Nel presente troviamo appunto la costruzione dello spettacolo destinato a tradire le aspettative di chi lo ha commissionato; nel passato si rivive l’epopea industriale che va dall’ascesa dell’industria fino alla sua crisi e decadenza; ancora più indietro si accenna a un Medioevo cristiano intriso di credenze pagane dove affondano le radici della tenace resistenza delle classi popolari.
Un filo conduttore attraversa tutta la narrazione: piccoli bruchi punteggiati di giallo capaci di produrre una tossina che altera la percezione umana. Il loro potere, fondamento di ritualità collettive alternative, lega insieme le diverse forme di resistenza alle logiche di sfruttamento ambientale e umano. La vicenda parte da un rito medievale che, attraverso una visione magica della natura antica rispetto a proprietà privata e religione organizzata, accompagna il lettore nell’industrializzazione, nelle lotte anarchiche e socialiste, fino agli spazi condivisi del presente post-industriale.
Il filo della resistenza, rappresentato dal bruco magico, è tessuto dalle donne. Si parte da Mingarda, ragazza visitata da una scandalosa Madonna del Latte; seguono le parpaie, vestali del culto, tra cui la carismatica Odelia Vitali, protagonista della difesa contro l’industrializzazione, custode delle tradizioni ai tempi d’oro della cartiera Mensa e figura centrale nello sviluppo dei movimenti operai. Nel tempo attuale questo legame riaffiora nella memoria di una postina e, grazie alla ostinazione di uno spirito ribelle, diviene patrimonio condiviso di un gruppo di adolescenti e racconto affidato alla regista dello spettacolo e a sua figlia. È una resistenza che può esistere solo come esperienza femminile o collettiva.
In contrapposizione c’è il filone dell’avidità, del potere e della modernizzazione – prima guidata dall’industrializzazione, poi dalla deindustrializzazione –, caratterizzato da protagonisti maschili e individualisti. Rientra qui il fondatore della cartiera Carmen, che spodesta Odelia e i suoi bruchi, e del villaggio di Mensaleri, tipico esempio di comunità dominata dal padrone su ogni aspetto della vita operaia, persino sul nome del luogo, creato combinando il cognome familiare con un antico toponimo. Questa linea passa dai fondatori ai successori. Non mancano come contraltare alla ritualità popolare, femminile e collettiva la presenza di una dinastia di cartomanti a cui in varie fasi i Mensa si rivolgono per le scelte strategiche.
Oltre all’intricata trama e all’elevata qualità stilistica, il libro di Wu Ming 2 si distingue per la capacità di riportare l’attualità italiana alle sue radici. In un’epoca che sembra priva di memoria e significato, questo romanzo li restituisce entrambi, ricostruendo l’epopea delle modernizzazioni come terreno di scontro tra le classi sociali.
[Consegnato in redazione il 6 gennaio 2026]
(Wu Ming 2 – pseudonimo di Giovanni Cattabriga – fa parte del collettivo di scrittori Wu Ming fin dalla sua fondazione nel lontano 1990. Coautore delle opere condivise come produzioni individuali si è principalmente dedicato ai documentari e alle sceneggiature, ndA).
