Al momento stai visualizzando “Mai la guerra  ha ucciso la guerra!” – di Reds

I socialisti contrari alla guerra si erano lasciati l’anno precedente a Zimmerwald con l’impegno a proseguire la discussione e il coordinamento delle iniziative contro la guerra imperialista [Abbiamo pubblicato il testo dell’appello di Zimmerwald nel numero di settembre di “reds”]. Il successivo appuntamento fu a Kienthal, sempre in Svizzera ad aprile 1916.
Il partito socialista italiano era presente come partito e non come corrente con una delegazione composta da Camillo Prampolini, avvocato, Giuseppe Emanule Modigliani, avvocato, Oddino Morgari, giornalista e militante internazionalista, Costantino Lazzari, operaio, fondatore del partito operaio italiano e poi del PSI e Giacinto Menotti Serrati, il direttore dell’Avanti!
Riproduciamo di seguito il manifesto che a Kienthal venne approvato. Sia di riflessione, monito e lezione per tutti noi.

“Due anni di guerra mondiale! Di rovine, di massacri, di reazione. Dove sono i responsabili? Si cerchino fra i privilegiati. Dopo avere, essi, precipitato nella tomba milioni di uomini, piombato nella desolazione milioni di famiglie, creati milioni di vedove e di orfani, dopo aver accumulato rovine sopra rovine, e distrutto una parte della civiltà, questa guerra criminosa si è immobilizzata. Malgrado le ecatombi su tutte le fronti nessun risultato decisivo: né vincitori né vinti; o piuttosto tutti vinti, cioè tutti dissanguati, rovinati, esausti. Così ancora una volta vien dimostrato che questi socialisti, i quali, nonostante le persecuzioni e le calunnie, si sono opposti al delirio nazionalista, esigendo la pace immediata e senza annessione, sono gli unici che abbiano bene meritato dai loro paesi. Si alzi il coro solenne delle vostre voci ad aggiungersi alle nostre, al grido: Abbasso la guerra! Evviva la pace! Lavoratori delle città e delle campagne! I vostri Governi, le cricche imperialiste ed i loro giornali vi dicono che bisogna persistere nella guerra a fondo per liberare i popoli oppressi. È questa una mistificazione ideata dai nostri padroni allo scopo di prolungare la guerra. Il vero scopo della carneficina mondiale è: per gli uni di assicurarsi il possesso del bottino che essi hanno accumulato attraverso i secoli e mediante altre guerre; per gli altri di raggiungere una nuova spartizione del mondo, nell’intento di annientare i popoli, abbassandoli al livello dei paria. I vostri Governi ed i loro giornali vi dicono che inoltre bisogna continuare la guerra per uccidere il militarismo. Essi vi ingannano! Il militarismo di un popolo non può essere ucciso che da questo popolo stesso. I vostri Governi ed i loro giornali vi dicono ancora che bisogna protrarre all’infinito la carneficina, perché questa guerra sia l’ultima guerra. Essi vi ingannano sempre. Mai la guerra ha ucciso la guerra. Anzi essa suscita sentimenti e velleità di rivincita. In questo modo i vostri padroni, votandovi al sacrificio, vi chiudono in un cerchio infernale. Né le illusioni del pacifismo borghese saranno capaci di farvi uscire da questo cerchio. Non vi è che un mezzo definitivo per impedire le guerre future: la conquista dei Governi e della proprietà capitalistica per parte dei popoli stessi. La pace duratura sarà il frutto del socialismo trionfante. Proletari, guardatevi attorno! Chi sono coloro che parlano della guerra ad oltranza? della guerra fino alla vittoria? Sono i re, fautori responsabili della guerra stessa; i giornali alimentati dai fondi segreti; i fornitori degli eserciti e tutti coloro che dalla guerra traggono alti profitti; sono i socialisti nazionalisti; sono coloro che pappagallescamente ripetono le formule guerresche coniate dai Governi; sono i reazionari che si rallegrano in cuor loro di veder cadere sui campi di battaglia quei socialisti, quei lavoratori organizzati, quei contadini coscienti che ieri ancora minacciavano i loro privilegi usurpati. Ecco da chi è composto il partito dei prolungatori della guerra. Ad esso è riservata la massima libertà di propagare la continuazione dei massacri e delle rovine. A noi vittime il diritto di tacere, di soffrire lo stato d’assedio, la censura, la prigione, la minaccia, il bavaglio. Questa guerra, o popoli lavoratori, non è guerra vostra e pure voi ne siete le vittime! Nella trincea in prima linea, negli assalti cruenti, esposti alla morte, vediamo i contadini e i lavoratori delle officine; al retrofronte, al sicuro, vediamo la grande maggioranza dei ricchi ed i loro lacchè imboscati. Costoro per guerra intendono la morte degli altri. E della guerra essi approfittano per continuare ad accentuare la loro lotta di classe contro di voi. L’ingiustizia sociale e l’antagonismo tra le classi diventano più evidenti ancora nella guerra, che nella pace. Nella pace il regime capitalista toglie al lavoratore la gioia della vita; nella guerra esso gli toglie tutto, gli toglie la vita stessa. Troppi sono i morti, troppe le sofferenze. Basta! troppa pure è la rovina economica. Tocca e toccherà ancora a voi, popoli lavoratori, di sopportare il peso di questi disastri. Oggi centinaia di miliardi vengono inghiottiti nell’abisso della guerra e sottratti così al benessere dei popoli, alle riforme sociali che avrebbero migliorato la vostra sorte. Domani schiaccianti imposte graveranno sulle vostre spalle curvate. Già troppo avete pagato col vostro lavoro, col vostro denaro, colle vostre esistenze. Scendete in lotta per imporre una immediata pace senza annessioni! Dalle officine e dai campi dei paesi belligeranti sorgano i lavoratori, donne e uomini, a protestare contro la guerra e le sue conseguenze. Alzino le loro voci per il ristabilimento delle libertà confiscate, per le leggi operaie, per le rivendicazioni dei lavoratori dei campi! I socialisti di tutti i paesi agiscano conformemente alle decisioni dei Congressi socialisti internazionali, che fanno obbligo alle classi operaie di compiere ogni sforzo per mettere prontamente fine alla guerra. Esercitate perciò contro la guerra la massima pressione possibile; sui deputati da voi eletti, sui Parlamenti, sui Governi! Imponete la fine immediata della collaborazione socialista coi Governi; esigete che nei Parlamenti i socialisti d’ora innanzi votino contro i crediti destinati a prolungare la guerra. Con tutti i mezzi che sono in vostro potere arrestate la fine del macello mondiale. Esigete un immediato armistizio. Popoli cui la guerra precipita nella morte, in piedi contro la guerra! Su, in alto i cuori! Non dimenticate che, nonostante tutto, siete ancora in numero e potreste essere la forza! Fate sentire ai Governi di tutti i paesi che cresce in voi di continuo l’odio contro la guerra, e la ferma volontà di una rivincita sociale: così l’ora della pace sarà avvicinata. Abbasso la guerra! Viva la pace, la pace immediata, senza annessioni!