Al momento stai visualizzando Su Gaza irresponsabile è l’Occidente – di Riccardo Chiari

“AGaza si sta minando l’essenza stessa della giustizia internazionale. Gli studiosi di genocidio, soprattutto gli storici, dicono che la negazione di genocidio è parte del genocidio stesso. Negare i suoi prodromi, negare gli elementi che portano al genocidio. I palestinesi sono stati disumanizzati non solo da Israele, ma anche da tutti noi”. Nell’aula magna del Tribunale di Milano risuonano forti e chiare le parole di Francese Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati.

In un luogo deputato alla giustizia, il dibattito ha un tema ben preciso: “Gaza: l’umiliazione del diritto”. E Albanese ricorda: “Quello che è successo ai nostri fratelli ebrei e alle nostre sorelle ebree in questo continente nel secolo scorso è stato fatto in sordina nei campi di sterminio. Ma prima della soluzione finale sono stati uccisi dalla disumanizzazione, delle leggi razziali, non erano visti come essere umani dalle altre persone”.

Questa volta però la pietà non è rimasta in tasca, come cantava Fabrizio De Andrè, a chi è rimasto progressivamente disgustato dalla carneficina in corso, da due lunghissimi anni, di una popolazione civile considerata, in toto, terrorista da Israele e dagli Usa. Neanche minimamente difesa dai governanti dei paesi occidentali, in testa quelli che fanno parte dell’Unione europea. E che ora si trovano a fare i conti con una variabile imprevista: l’irruzione della realtà nella “narrazione” costruita ad hoc per narcotizzare giorno dopo giorno i governati.

Scrive Amnesty International: “La persistente inazione degli Stati di fronte al genocidio dei palestinesi nella Striscia di Gaza da parte di Israele ha costretto gli attivisti di tutto il mondo ad adottare misure pacifiche per rompere l’assedio”. Quanto alla Global Sumud Flottilla, si ricorda un dato di fatto: “E’ salpata dopo quasi due anni di incessanti attacchi israeliani su Gaza e 18 anni di blocco illegale che ha deliberatamente affamato e privato dei beni di prima necessità i palestinesi di Gaza, nell’ambito della continua occupazione illegale del territorio palestinese da parte di Israele”.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, parla di “irresponsabilità” degli attivisti. E dice che “le sofferenze del popolo palestinese non erano la priorità” di chi da molti paesi, europei e non, si è messo in mare. Per inviare un segnale politico, questo è certo. Ma è altrettanto certo il fatto che iniziative come queste, così come gli scioperi e le manifestazioni che si susseguono, non soltanto in Italia, a sostegno del martoriato popolo palestinese, disturbano sempre il manovratore. In difficoltà di fronte a chi sostiene che il problema non sono gli attivisti, ma lo Stato di Israele che massacra un popolo, e i governi occidentali che sono stati fermi e zitti quando avevano il potere per intervenire.

Ai volontari della pace della Sumud Flottilla, a quelli oggi nelle mani dei pirati israeliani, a quelli che come noi stanno scendendo nelle piazze in Italia, in Spagna, in Europa e nel mondo, la nostra incondizionata solidarietà internazionalista.