A maggio del 1945 finiva in Europa la guerra che aveva opposto i regimi fascisti tedesco ed italiano all’alleanza tra Gran Bretagna, Francia libera, Stati Uniti e Unione Sovietica. Era iniziata con l’invasione tedesca della Polonia nel 1939 e si era estesa nel triennio successivo fino alla aggressione dell’Unione Sovietica nel 1941. Il regime fascista aveva trascinato l’Italia nel conflitto nel 1940.

Fu una guerra spaventosa e devastante, ancor più della guerra 1914-18: la crudeltà e la barbarie del fascismo cercarono di dominare l’intero mondo sotto il tallone di ferro, mentre il fumo saliva lento dai camini dei campi di sterminio e il flagello della svastica incombeva su popoli e nazioni. Decine di milioni di morti – ventidue nella sola Unione Sovietica -, sei dei quali ammazzati inermi solo perché ebrei. Mai nella storia dell’umanità si era assistito a tanta cattiveria e violenza.

Gli uomini e le donne che in quella temperie di sangue e crudeltà trovarono la forza di ribellarsi e di combattere per la libertà lo fecero per assicurare a se stessi e alle generazioni prossime un futuro di pace, di libertà e di benessere. Anche il popolo italiano ha conquistato la propria libertà con una insurrezione vittoriosa che cacciò gli occupatori tedeschi e sconfisse i fascisti vendipatria e complici sanguinosi dei crimini delle truppe hitleriane.

Nel discorso della vittoria, il 9 maggio 1945, l’allora Capo di stato della Unione sovietica assunse un impegno non solo per sé ma anche per tutti i paesi che avevano sconfitto, a caro prezzo, il fascismo: “Il periodo della guerra in Europa si è chiuso. Un periodo di sviluppo pacifico è stato avviato”.

Quell’impegno a distanza di ottanta anni è stato tradito. Ma quella consegna per la quale sono caduti i partigiani e tutti i combattenti degli eserciti alleati e che ha alimentato la speranza negli anni bui resta valida.

No al riarmo! Tacciano le armi ovunque! Vogliamo la pace!