Al momento stai visualizzando Il mondo in subbuglio: il riarmo UE è una follia – di Giacinto Botti

L’incapacità dell’Europa di dare un senso al suo progetto originario nel mondo di oggi segnerà la sua scomparsa, dovuta non a fattori esterni ma alle incapacità e alle scelte belliciste e antisociali di chi la governa: un’élite aristocratica, ripiegata sui poteri economici finanziari, preoccupata solo della propria sopravvivenza. L’Europa politica, dei diritti e della Pace disegnata in quel “Manifesto di Ventotene” sventolato in piazza non esiste da decenni. L’opera di Francisco Goya “Il sonno della ragione genera mostri” ben si addice a questa tragica epoca di guerre nel cuore dell’Europa e in Medio Oriente.

Su un tema dirimente come la Pace e la guerra non ci possono essere compromessi: si sta di qua o di là. Dovrebbe esistere una linea rossa di demarcazione tra destra e sinistra, ma così purtroppo non è.

Lo abbiamo visto nel voto del 2 aprile al Parlamento europeo sulla risoluzione “sicurezza” votata anche dai socialisti europei e dal PD italiano, contrari 5Stelle e AVS. Un piano demenziale, giustificato con la menzogna di una possibile invasione dell’impero del male, la Russia. La risoluzione contiene, tra altro, il Rearm Europe, cioè l’aumento del Pil per gli investimenti nelle armi, 800 miliardi per l’economia di guerra da scomputare dal patto di stabilità. Per l’Italia indebitata che taglia lo Stato sociale – ricerca, scuola e sanità – portare gli investimenti al 3% significa passare da 32 a 64 miliardi di spesa militare all’anno.

Ci sono poi altre aberrazioni come l’impegno a continuare ad armare l’Ucraina sino alla “vittoria militare decisiva sulla Russia”.

Dopo tre anni di guerra, di massacri e distruzioni rincorrere l’impossibile vittoria militare per l’Ucraina significa rinunciare alla diplomazia e alla ricerca di un accordo di Pace possibile. L’alternativa è continuare a sacrificare migliaia di soldati, a veder morire tanti civili sotto bombardamenti criminali sulle città, e far avanzare ancora di più l’esercito russo nel territorio ucraino. Nel piano vengono persino disconosciuti il diritto internazionale e le Convenzioni di Oslo e di Ottawa con la riabilitazione delle micidiali mine anti-uomo e delle terrificanti bombe e munizioni a grappolo per colpire, mutilare le popolazioni civili. E intanto si continua a tacere sui massacri e sulle deportazioni del popolo palestinese da parte del governo criminale di Israele La nevrosi russofoba sta spingendo, nei fatti, alla guerra contro una nazione che possiede 6000 bombe atomiche e con la quale, tra altro, si fanno ancora grandi affari e scambi commerciali, dove aziende italiane continuano a vendere e produrre merci.

Si rimuove la lezione di due guerre mondiali, l’ultima costata oltre 50 milioni di morti e la distruzione dell’Europa, provocata non da un invasore, ma dalla Germania imperiale e nazista. Il riarmo ha sempre bisogno di un nemico alle porte. È un’Europa “fortezza” che non prevede un futuro di Pace, che non la costruisce, ma prospetta orizzonti di paura, di odio e di sofferenza. Un piano sbagliato non solo sugli armamenti ma nella sua struttura complessiva. Non si prende atto che la fase della globalizzazione si è esaurita insieme all’idea di un Occidente di civiltà contro il resto del mondo barbaro.

Siamo in uno scenario di crisi terrificante che “consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati”, per usare le parole di Gramsci scritte dal carcere di Turi nel 1930, dopo il crack di Wall Street del ‘29 e l’affermazione del nazismo.

Questo cambiamento è strutturale, avviene dentro la crisi del sistema capitalistico e il venir meno del ruolo storico degli Usa e del dollaro, nell’ intreccio tra potere economico, potere politico e potere mediatico, nel riassetto geopolitico e nello scontro tra potenze imperialiste-colonialiste che ridisegnerà un nuovo mondo. Per un tempo non prevedibile ci saranno guerre commerciali e militari, scontri per la conquista di territori, per la supremazia nazionalista e per l’appropriazione di materie prime e di terre rare.

Il nuovo corso americano porterà cambiamenti e conseguenze permanenti livello globale.

In questo tumulto l’Europa se vuole sopravvivere deve recuperare una soggettività politica autonoma e cogliere l’occasione per ripensarsi come soggetto politico e sociale promotore di Pace e di progresso, in grado di costruire nuove autonome relazioni multipolari, anche verso la Cina e l’Asia, aperte al nuovo mondo-mercato abitato da 7 miliardi di persone.

La ragione e la storia dovrebbero essere gli strumenti per prevenire gli errori del passato.

L’Italia, all’art. 11 della sua Costituzione antifascista “ripudia” la guerra. Il piano europeo di riarmo è lontano dal sentire del popolo italiano. Non è questa l’Europa che vogliamo e di cui abbiamo bisogno! Continuiamo a credere nella Pace, a opporci a ogni politica bellicista e all’economia di guerra. Pensiamo, ancor più di ieri, che ci sia la necessità di ricostruire un progetto generale alternativo per un altro mondo possibile, un’ampia mobilitazione del mondo del lavoro, del sindacato europeo, della CGIL, delle associazioni e dei partiti per la Pace, senza la quale non c’è futuro degno, non ci sono giustizia e progresso sociale.