Al momento stai visualizzando Solidarietà internazionalista – di Stefano De Rossi

In una società come quella nella quale viviamo, caratterizzata da un forte individualismo, menefreghismo ed egoismo, riprendere una delle caratteristiche che sono da sempre nel DNA del sindacato, cioè l’aiuto e l’assistenza nei confronti dei più deboli, dei più sfruttati, diventa una necessità fondamentale. Occorre scegliere e schierarsi, e con l’impegno nel volontariato solidale, si può dimostrare nella pratica che, se sono uniti, i salariati sono più forti, e possono compiere atti concreti nei confronti dei propri fratelli di classe.

Secondo il “Global Peace Index”, si possono contare almeno 30 guerre oggi nel mondo, ci sono 92 paesi impegnati in conflitti oltre i propri confini, e questa circostanza non è mai stata così ampia dall’avvio delle rilevazioni nel 2008. Ci sono stati 170.000 morti causati dalle guerre nel 2024, sono due milioni da inizio secolo. Inoltre, i profughi oggi si contano in 120 milioni, due volte la popolazione italiana: se fossero un paese, sarebbero il 13° per popolazione a livello mondiale, dietro al Giappone a davanti all’Egitto. Più del 10% di tutti questi profughi (13 milioni) è in Sudan, paese caratterizzato da una catastrofe umanitaria dimenticata: la fame colpisce 24 milioni di persone nel paese, tra cui 3,7 milioni di bambini. Per questo, nel mese di maggio, i volontari dei Circoli Operai di Torino, organizzano raccolte solidali per la popolazione di quel martoriato paese, in collaborazione con la “Associazione sudanese di Torino”: si raccoglieranno medicinali e generi alimentari da poter spedire nel paese africano. Non è la prima volta: nel corso del 2024, sono state condotte due campagne di raccolta solidale per la popolazione di Gaza, in collaborazione con “Music for peace”: decine di furgoni da tutta Italia sono convertiti su Genova, sede dell’Associazione, per donare le tonnellate di materiale radunato, frutto di centinaia di raccolte solidali, svolte davanti ai supermercati, alle farmacie, ma anche tramite gazebo nelle piazze e raccolte presso i luoghi di lavoro, con la collaborazione di decine di delegati sindacali.

Inoltre, sempre nel mese di maggio, verrà svolta una campagna di raccolta di generi alimentari, a favore dei ragazzi e delle ragazze ospitati nel centro di accoglienza “Rifugio Fraternità Massi” di Oulx, alle porte di Torino, destinato ai migranti di passaggio in alta Valle di Susa che tentano, con mille difficoltà e rischi, il passaggio attraverso le montagne per recarsi in Francia, alla ricerca di una vita migliore. Nel prossimo decennio l’Europa, stritolata dall’inverno demografico e dal conseguente calo della forza-lavoro, sarà costretta a far arrivare altri milioni di migranti, ma nel segno di una cinica politica selettiva, caratterizzata da respingimenti e rimpatri, al costo di migliaia di morti nelle acque del Mediterraneo, e non solo. Giovani e giovanissimi, da ogni parte del mondo, verranno a rafforzare la nostra classe in Europa: noi possiamo e vogliamo essere per loro un punto di riferimento e un aiuto concreto, con scuole di italiano, con raccolte e distribuzioni di generi alimentari, ma anche con una presenza quotidiana nelle fabbriche, negli uffici.

Come RSA FILCAMS di Capgemini, ci siamo spesi per coinvolgere i rappresentanti sindacali della sede di Torino, sia RSA che RSU, per dare un appoggio concreto a queste campagne di solidarietà internazionalista. Ci siamo riuniti, come delegati, per discutere di scopi e modalità della raccolta: tutte le RSA, sia FILCAMS che UILTuCS, e tutte le RSU, sia FIOM che FISMIC, hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa, segno che la solidarietà di classe è trasversale, al di là di sigle e posizioni diverse. Pubblicizzeremo questa iniziativa attraverso volantinaggi all’ingresso, affissione di locandine nella bacheca sindacale, e tramite interventi dedicati nel corso delle varie assemblee sindacali con i lavoratori. L’iniziativa si svolgerà mercoledì 28 e giovedì 29 maggio, con una presenza all’ingresso della sede Capgemini di Torino, dove verranno raccolti i medicinali, i generi alimentari, che i nostro colleghi vorranno donare per dare, con un loro singolo gesto individuale, adesione ad una più ampia campagna di solidarietà tra lavoratori: la battaglia di solidarietà è l’unico spiraglio di luce in uno scenario di oscurità, razzismo e xenofobia, una solidarietà nel solco delle migliori pagine della storia del movimento operaio.