Alle donne e agli uomini che con la loro fatica quotidiana mandano avanti il paese, facendo per giunta i salti mortali per arrivare a fine mese – la vita costa sempre più e gli stipendi valgono sempre meno – il governo risponde con il decreto sicurezza. Un mostro giuridico di fronte al quale è intervenuta subito la Corte di Cassazione, avanzando “dubbi di costituzionalità”, segnalando criticità sia nel metodo che nel merito: “Mancano i presupposti di necessità e urgenza”. Già, perché trasformare un disegno di legge in un decreto omnibus da approvare a tambur battente a colpi di fiducia disvela un atteggiamento da padroni delle ferriere ottocenteschi, non certo da responsabile maggioranza parlamentare. Eppure il governo di Giorgia Meloni tira dritto nella sua quotidiana caccia alle streghe, affidando il lavoro sporco a ministri come Piantedosi e Salvini, e minimizzando le brutte figure invariabilmente collezionate da fedelissimi della capa come Lollobrigida e Urso. I media padronali assecondano le pulsioni governative, e se qualcuno prova a fare il giornalista, vedi Report di Sigfrido Ranucci, arrivano le lettere di richiamo disciplinare, quelle per intendersi che possono portare dritti dritti al licenziamento per giusta causa. La causa, va da sé, è quella di lesa maestà nei confronti dell’esecutivo. Non disturbate il manovratore. Strana idea di democrazia quella che anima la trimurti Fdi-Lega-Fi inventata trent’anni fa da Silvio Berlusconi, un altro che non amava essere contraddetto, a partire dal calcio di cui si riteneva il massimo esperto planetario. Brutti, sporchi e cattivi, questi sono gli oppositori di Meloni & c, gentaglia che va in piazza per chiedere di fermare la carneficina in corso da venti mesi nella Striscia di Gaza, per dire basta alle guerre e al riarmo, per chiedere il rinnovo di contratti scaduti da anni. Sapesse contessa quei quattro straccioni…
- Categoria dell'articolo:Reds n. 07 - 2025
- Articolo pubblicato:1 Luglio 2025
