Fermare l’onda nera; rinsaldare il sentire comune in difesa della collettività, dei beni comuni e della democrazia; ricostruire una prospettiva di cambiamento: le consegne della CGIL per l’oggi e per il futuro, le ragioni di impegno collettivo sul piano valoriale, teorico e di azione. Valorizzare i milioni di cittadini che si sono recati alle urne con un gesto civico di consapevolezza sociale e ribellione verso il Governo; rimotivare le centinaia di migliaia di iscritte e iscritti alla CGIL che sono stati coinvolti e sono stati parte attiva nella campagna elettorale agita in strade, piazze, luoghi di lavoro: bisogna far rivivere politicamente e fisicamente la confederalità nelle camere del lavoro, tornando a regole democratiche per la selezione dei gruppi dirigenti territoriali, coinvolgendo dal basso delegati e delegate, ponendo fine alla trasformazione delle sedi in meri punti informazione che prima o poi saranno surrogati da app dedicate e numeri verdi.
Bisogna contrastare nelle nostre fila il pensiero unico, il mito dell’uomo solo al comando, combattere la deriva burocratica e lo spirito di routine: la CGIL resti collettiva; continui a pensare e parlare usando il noi e non l’io… Dopo l’esito dei referendum dell’8 e 9 giugno, c’è ancor più bisogno di contributi attivi e non di consuetudini. A maggior ragione, serve una sinistra sindacale forte di un’analisi della realtà dello scontro di classe; che motivi gli attivisti sindacali, orienti gli iscritti e i lavoratori: ché non siamo tutti nella stessa barca e interessi di padroni e lavoratori non possono mai convergere.
Siamo un’aggregazione collettiva di confronto, di formazione e di cultura diffusa, un luogo collettivo di un sentire plurale, una palestra per l’azione, che fonda l’agire con la teoria.
