Quando il compagno Celentano mi ha inviato una sua riflessione sulla intelligenza artificiale gli ho chiesto prima di rielaborarla – cosa che ha fatto – e poi di passarmela nuovamente per la pubblicazione. Il tempo guadagnato l’ho utilizzato per cercare di “confezionare” una presentazione che inquadrasse l’intelligenza artificiale da un punto di vista marxista, utilizzando la categoria del general intellect (intelletto generale), un concetto affrontato rapidamente da Marx nei Grundrisse (“I lineamenti fondamentali della critica dell’economia politica”) per descrivere la conoscenza sociale generale – scienza, tecnologia, saperi collettivi – come forza produttiva. Marx parla del sapere oggettivato nelle macchine, nella cooperazione sociale.
Ho cercato di trovare qualche fonte che inquadrasse il problema in una forma accessibile ai nostri lettori, impiegati, commessi, tecnici, militanti che spesso sono digiuni di nozioni base di economia politica, ma che hanno in comune la voglia di comprendere cosa è e come funziona il capitalismo, perché sapere è importante. C’è un “intelletto generale” (collettivo) della classe, che serve ad organizzare i lavoratori per portare avanti la lotta di classe nella prospettiva della creazione di una società di liberi e uguali e nel mentre conquistare dignità e umanità nel lavoro, anche attraverso la riduzione della fatica e dell’orario di lavoro.
La cosa migliore che ho trovato nella mia ricerca è un testo di Luciano Vasapollo, pubblicato nel maggio 2024 su “Contropiano”. Il testo di Vasapollo è scritto con un linguaggio chiaro in un evidente sforzo di “volgarizzazione” per spiegare cosa è il general intellect di cui parla Marx, quell’intelletto generale di cui l’intelligenza artificiale a me pare essere una manifestazione perché per Marx “l’intelletto generale è la capacità di acquisire la conoscenza da parte dell’umanità nel corso del suo sviluppo e (che) viene applicata al processo produttivo attraverso l’uso di macchine e di tecnologie”.
Il testo di Vasapollo “non può essere riprodotto”, e forse neppure estrapolato in citazioni, “salvo esplicita concessione dell’editore”, che peraltro è, eufemisticamente parlando, ostile alla Cgil. Per questo posso solo – e volentieri – indirizzarvi alla lettura completa dell’articolo a questo indirizzo.
Verificherete quanto la riflessione di Celentano colga elementi portanti della riflessione marxista su produzione e scienza, tra lavoro sfruttato e lavoro liberato. Un ringraziamento a Luigi e buona lettura!
(consegnato in redazione il 7 agosto 2026)
