Al momento stai visualizzando Tanya, Geronimo, Bruno “in mezzo all’inferno” – Di David Lognoli

Il nuovo romanzo di Sergio Sinigaglia attraversa la miseria e la durezza del presente

Sergio Sinigaglia, librario e giornalista, che collabora con interviste e recensioni anche col nostro “reds” , alla sua terza prova d’autore ci delizia con un romanzo breve capace di attraversare tanto la miseria e la durezza del tempo presente quanto di proporre le gioie della vita e dell’umanità. [“In mezzo all’inferno”, Ancona: PeQuod Edizioni, aprile2026, ISBN 978-8860684677; euro 15].

Tre vite scorrono apparentemente separate nella prima parte del romanzo: quelle di Tanya, quella di Geronimo, quella di Bruno. Tre vite che scomposte nelle sofferenze di una società costruita per la ricchezza di pochi e la miseria di molti si ricompongono nella seconda parte grazie all’attivismo sociale di una realtà occupata. Sullo sfondo molteplici forme di “bene” e di “male” con cui si fronteggiano l’avidità dei profitti e la solidarietà umana.
Tanya è una giovane, una giovanissima, ragazza che in fuga da miseria, guerra e dolore è costretta a cercare la vita altrove. Forte della sua giovinezza riesce con fatica a percorrere la rotta balcanica e a giungere esausta sul suolo italico dove alterna positive esperienze solidali con la durezza delle “regole” e della burocrazia, con diffidenza e razzismo, con l’avidità di chi vorrebbe far profitto con il suo corpo. Sospinta dal coraggio e dalla incoscienza della sua età riesce comunque a determinare il proprio destino con fughe talvolta avventate – talvolta provvidenziali. Sarà la sua capacità di amare un cane moribondo, incontrato in una discarica dove trova riparo da un cliente violento, che alla fine le offrirà l’opportunità decisiva.
Geronimo è un maremmano, un cane maremmano. Un cane capace di entrare nel buon cuore dei suoi padroni, vittima anch’esso di malavita e criminalità. Fedele compagno di un barista di periferia, contento delle lunghe passeggiate salta all’occhio di una ‘ndrina senza scrupoli che organizza pure combattimenti tra cani vicino a dove gestisce un giro di prostituzione. Il suo padrone non cede alle intimidazioni estorsive e così sarà Geronimo la fonte di reddito per i criminali. Trasformato a suon di bastonate, punizioni e terrore in un cane da combattimento farà la fortuna dei suoi padroni, per poi essere sacrificato in un combattimento finale dove la posta in gioco è la sua morte. Buttato in discarica, sarà una ragazza, una giovane e dolce ragazza immigrata in fuga da un crudele cliente, a ritrovarlo.

Bruno è un professore, ossia era un professore. Promessa del calcio, bruciato da un grave infortunio si ricostruisce la sua rispettabile ma povera identità sociale come professore. Vestale della classe media, moderatamente progressista, sposo della figlia di un piccolo industriale. La sua vita scorre serena, consumata nella alienazione per un mestiere reso impossibile dal contrasto tra la missione della riproduzione dei rapporti di classe e la liquefazione della società liberista dove ogni regola è fastidioso freno al profitto. La vita scorre serena finché nella sua strada incontra il rampollo di un politico locale. Un giovine arrogante e distruttivo che volge la sua contestazione adolescenziale contro i limiti all’ego della propria classe sociale. Fu così che un giorno perse la pazienza, prima con il figlio e poi con il padre. E fu così che si ritrovò senza lavoro. Da lì è scivolato verso gli inferi, tra alcolismo, rottura del legame familiare, vagabondaggio.

Due realtà legano i nostri tre protagonisti: una ‘ndrina che controlla il territorio dove sono costretti a vivere e una casa occupata espressione di un centro sociale che la politica la pratica oltre a declamarla. Bruno, testimone, quando già aveva smesso di bere e recuperato le proprie capacità psichiche, di un regolamento di conti interno alla ‘ndrina darà il via a una indagine che, complice un nuovo questore, scompaginerà il sodalizio criminale e permetterà ai tre, nel frattempo riunitisi per caso nella casa occupata, di avere una nuova opportunità. Di ricostruirsi una vita in cui, si spera, l’alienazione troverà comunque il limite del rispetto della dignità umana.

Sullo sfondo nessun ‘deus ex machina’ ma tanti personaggi solidali e umani che con il loro cuore, la loro vita, il loro far il meglio possibile nel posto che li ha affidato la vita, lasciano aperta la possibilità per un lieto fine.

Il libro scorre agile tra le vicende dei protagonisti, il linguaggio è corretto e alla portata di tutti. Le emozioni e le storie sono così reali da commuovere il lettore che ha, oltre le vicende e gli intrecci, il piacere di vivere e riflettere con i protagonisti. Un messaggio di speranza in una società dominata dall’avidità ma sostenuta dall’umanità che pervade le classi popolari che si incontrano nel racconto a prescindere dalla loro estrazione (progressista, cattolica, anarchica, e così via).

(consegnato in redazione il 17 maggio 2026)