Nel 2013, un colpo di stato oligarchico, sostenuto da formazioni fasciste e foraggiato da Stati uniti e paesi europei, rovesciava il presidente democraticamente eletto dell’Ucraina, colpevole di voler aderire sì all’Unione europea, ma senza rompere i buoni rapporti con la Russia. La violenza delle squadracce banderiste e maidaniste e la strage di Odessa provocarono la ribellione della popolazione russa e russofona nel Donbass nel 2014.
Nel 2022 la Russia è intervenuta direttamente ed ha invaso l’Ucraina.
Gli Stati uniti e l’Unione europea hanno aizzato prima i governanti ucraini per provocare la Russia, “abbaiando”, come disse papa Francesco, ai suoi confini, poi li hanno illusi della possibilità di contrastare militarmente la Russia, fino ad un’impossibile vittoria sul campo. Migliaia di civili, comprese donne e bambini e almeno 300.000 soldati, sono già morti o sono stati feriti per questa menzogna.
Una svolta nella politica estera statunitense ha spostato verso l’Asia e il Pacifico l’interesse geopolitico dell’imperialismo americano. Trump ha fretta di chiudere il conflitto e scarica Ucraina e Unione europea.
Gli USA premono per porre fine alla guerra. Si prospettano affari grandiosi con la Russia e alle spalle della Ucraina. Ai paesi europei le briciole e la rogna di contenere, poi, l’inevitabile farsi largo di una Russia che si sentirà vincitrice sul campo. Siamo contro la guerra tra gli stati, anche se questa pace ratifica la violazione del diritto internazionale e ci dice di un mondo senza giustizia; siamo consapevoli che una pace costruita senza pacificare i popoli, senza ricostruire dialogo e fraternità sarà una pace a rischio e alimenterà nuovo odio. Ma siamo per la pace e guardiamo con disgusto quei governanti europei che vogliono proseguire sulla via della militarizzazione e della economia di guerra, trasformando l’Unione europea in una alleanza militare.
Ci teniamo cara la nostra Costituzione e il suo articolo 11: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.
Un’Unione europea alleanza politico-militare, superstato imperialista, non ci appartiene. L’Europa sociale e solidale, questa è l’Europa in cui ci siamo riconosciuti. E solo in quella ci riconosceremo.
[consegnato in redazione il 27 novembre 2025]