Verso l’accordo nelle scuole statali e comunali di Milano
Sulle scuole statali e comunali di Milano è presente uno dei più grandi appalti in Italia che impiega circa 2200 lavoratrici divise in quattro lotti territoriali ed ogni lotto è affidato ad una diversa cooperativa o azienda.
Donne nella stragrande maggioranza, e part-time nella quasi totalità. Un part-time involontario, spesso al minimo sindacale, che in una città come la nostra, con prezzi in continua salita, impedisce non solo l’indipendenza economica ma persino la sussistenza minima.
Come FILCAMS-CGIL Milano in questi anni abbiamo lottato quotidianamente per innalzare le retribuzioni e migliorare le condizioni di lavoro, lavorando su tre direttrici fondamentali: corretto inquadramento contrattuale, consolidamento dell’orario supplementare e forte attenzione ai temi della sicurezza.
Il primo grande risultato è stato quello, attraverso una contrattazione di anticipo con la committente (Milano Ristorazione, municipalizzata del Comune), di introdurre come contratto di riferimento il CCNL Turismo e fermare la deriva che stava imponendo il CCNL Multiservizi come contratto principale dell’appalto, con netto miglioramento dal punto di vista della retribuzione.
Il secondo step è stato quello di un primo embrione di contratto integrativo siglato nel 2019 che tra le altre clausole ha previsto un meccanismo di consolidamento dell’orario svolto in supplementare e questo ci ha permesso di alzare l’orario contrattuale a centinaia di lavoratrici che hanno visto un miglioramento non solo economico ma anche contributivo, viste le difficoltà per i part-time ciclici verticali di raggiungere il minimale contributivo.
Miglioramenti ne abbiamo ottenuti anche sul tema Sicurezza, formando e preparando i nostri Rls ad un lavoro di mappatura delle criticità ed un continuo confronto sulle strutture con la committente ma anche Comune e ATS (l’Agenzia metropolitana per la tutela della salute) laddove le criticità ne richiedevano la presa in carico.
Oggi siamo vicini ad un accordo che è frutto di una piattaforma nata dal basso, dalle numerose assemblee con centinaia di lavoratori e dal lavoro di sintesi delle delegate sempre prezioso e fondamentale. La piattaforma vede punti di avanzamento su tematiche quali i diritti di informazione, la stabilizzazione di personale precario, l’organizzazione del lavoro, dove le delegate assumono un ruolo centrale, la regolamentazione della mobilità tra i vari plessi scolastici, la regolamentazione dell’istituto della sospensione, l’introduzione di indennità per mansioni promiscue, una declaratoria più stringente sui diversi ruoli all’interno delle scuole, la fornitura di divise ed il tempo-tuta inserito nell’orario di lavoro e non ultimo un nuovo protocollo di sicurezza, l’utilizzo della formazione permanente e le ferie solidari.
Infine abbiamo anche chiesto l’erogazione di un premio, che in settori quali gli appalti di servizio, è forse il punto di maggior rilevanza politica.
Non tanto perché ci illudiamo che sia in grado di rispondere ad una necessità salariale, difficile che sia così dove non c’è produzione di ricchezza ma solo l’erogazione di un servizio, pertanto ciò che riteniamo il punto centrale è sancire il principio e uscire dalla logica dell’impossibile da fare. Aggregare intorno a piccole ma concrete vittorie, ci ha reso sempre più forti ed in grado di alzare il livello della contrattazione e soprattutto ha dato coraggio ai lavoratori di poter credere e lottare per condizioni migliori.
I prossimi incontri saranno cruciali, rimangono pochi nodi da sbrogliare, ma siamo certi che con la determinazione che ci ha contraddistinto nel volere questo contratto, supereremo anche gli ultimi ostacoli e per settembre le lavoratrici potranno contare su un nuovo strumento, sicuramente non risolutivo ma ritagliato sulla loro realtà, aderente alle loro necessità e che migliora le condizioni di lavoro ed anche economiche. Una contrattazione quindi con caratteristiche che riteniamo fondamentali: nata dal basso, costruita sulla realtà quotidiana e specifica ed infine in grado, attraverso risposte concrete e quotidiane, di aggregare e crescere in modo collettivo.
Restano ancora molti problemi da affrontare, i salari ancora troppo bassi e la sospensione estiva per la quale ci eravamo illusi di poter contare su una misura, quella del bonus da 550 euro, previsto dal Governo Conte che andava a introdurre una logica di sostegno al reddito laddove la sospensione è a zero ore e zero euro. Bonus che questo governo si è affrettato a togliere e su cui le lavoratrici chiedono un impegno di tutta la categoria e della confederazione per far si che si inverta la rotta e si riconquisti ciò che seppure in misura minima era comunque una boccata d’ossigeno per le tante lavoratrici in grande difficoltà che rappresentiamo.
