Non ci sono solo le bandiere nazionali dei ciclisti che gareggiano, o quelle delle città attraversate dalla corsa rosa. Lungo il percorso del Giro d’Italia sventolano anche i colori della Palestina, un chiaro segnale di vicinanza alla popolazione della Striscia di Gaza quotidianamente bombardata da 20 lunghissimi mesi e al tempo stesso di protesta per la carneficina in corso, uno sterminio, un genocidio. In Palestina si muore sotto le bombe israeliane, di fame, di sete, di malattie, di disperazione. Crollano case, chiese, ospedali, le incubatrici si spengono perché non c’è elettricità e altri bambini muoiono. Anche nelle curve degli stadi, nelle ultime giornate dei campionati di calcio, sono comparse bandiere della martoriata Palestina. Solo i governanti sembrano non rendersi conto di quanto sta accadendo, e restano abulici ad assistere all’insopportabile. Un antico amico dell’Italia, il palestinese Ali Rashid, ci ha lasciati denunciando con l’ultimo filo di voce rimasto che la distruzione di Gaza interroga l’intera umanità. Ogni giorno altre vittime, un filo insanguinato che avvolge la cosiddetta civiltà occidentale. La voce delle Nazioni Unite, delle chiese, degli studenti e di tanti uomini e donne di buona volontà, risuona nel deserto della politica, incapace di agire nei confronti di Israele e della sua folle strategia guerrafondaia. E mentre i media statunitensi danno la notizia che il governo Netanyahu vorrebbe bombardare anche l’Iran, aggiungendo un altro tassello alla terza guerra mondiale a pezzi raccontata da Papa Bergoglio all’alba del suo pontificato, più di dieci anni fa, nel parlamento italiano va in scena una plastica rappresentazione dello stato delle cose: chi non ha il potere protesta, chi lo detiene fa finta di nulla, assicurando al limite aiuti spesso bloccati. Fino a quando potrà durare questo sconcio che insanguina le mani di tanta parte della comunità internazionale, nella disintegrazione del diritto e dello stesso principio della coesistenza pacifica fra i popoli? Dal valico di Rafah non passa nulla, e si ferma anche la politica.
- Categoria dell'articolo:Reds n. 06 - 2025
- Articolo pubblicato:25 Maggio 2025
