Proprio nei giorni in cui a L’Aja i vertici della Nato affronteranno nei dettagli il gigantesco piano di ulteriore riarmo deciso dall’Unione europea, il 21 giugno a Roma ci sarà una grande manifestazione nazionale contro guerra, riarmo, genocidio palestinese e autoritarismo. Una iniziativa promossa con l’appello europeo Stop Rearm Europe, a cui hanno aderito centinaia di reti, organizzazioni sociali, sindacali e politiche nazionali e locali.

“Ci opponiamo al piano europeo di spendere altri 800 miliardi di euro in armi – è scritto nell’appello – saranno miliardi rubati. Rubati ai servizi sociali, alla salute, all’educazione, alla costruzione della pace, alla cooperazione internazionale, alla transizione giusta e alla giustizia climatica. Sarà un regalo solo ai produttori di armi in Europa, negli Usa e nel mondo”.

Il piano renderà la guerra più probabile – prosegue l’appello – e il futuro più insicuro per tutti e tutte. “Produrrà più debito, più austerità, più confini. Approfondirà il razzismo. Alimenterà il cambio climatico. Non abbiamo bisogno di più armi; non abbiamo bisogno di preparare altre guerre. Ciò di cui abbiamo bisogno è un piano completamente differente: sicurezza reale, sociale, ecologica e comune per l’Europa e per il mondo”.

Fra i promotori italiani della campagna europea Stop Rearm Europe ci sono il cartello “Ferma il Riarmo”, di cui fa parte fra gli altri Greenpeace, e ancora la CGIL, l’Arci, Attac e Transform Italia. Pronti a denunciare che in parallelo al piano di riarmo “l’Ue e il governo italiano continuano a partecipare e ad armare la guerra in Ucraina, e sono complici di Israele che si prepara all’invasione finale di Gaza e a portare a compimento il piano di eliminazione del popolo palestinese. Ma la maggioranza della popolazione italiana è contro la guerra, e ha diritto ad essere rappresentata”.