Fare ed essere sindacato di fronte ad una proprietà camaleontica
Il marchio Conad, leader di mercato della grande distribuzione organizzata, è sotto l’attenta lente di ingrandimento della Filcams-Cgil Nazionale, perché forma di merchandising mascherato da cooperativa. Questo assetto crea molti problemi ai lavoratori e alla pratica sindacale che tenta di affrontarli e risolverli.
Sono certo sia molto importante che il mondo Conad debba essere conosciuto dai lavoratori di altri settori, che nella vita di tutti i giorni magari sono clienti, ma che da dirigenti sindacali invece devono capire le particolari caratteristiche che lo contraddistinguono.
Il Consorzio nazionale Conad nasce nel maggio 1962 e vi aderiscono cooperative d’impresa attive localmente, oggi sono cinque le principali cooperative che operano nel territorio nazionale: Conad Nord Ovest, Conad Centro Nord, Commercianti Indipendenti Associati, Conad Adriatico e PAC 2000A.
Queste occupano circa 70.000 dipendenti nei negozi (23,1 addetti medi) e 8000 negli uffici e logistica, nei 3331 punti vendita (770 mq di medi) e 2167 Soci imprenditori (con 1,5 supermercati a testa).
All’interno dei punti vendita si possono trovare parafarmacie, ottici, pet food e all’esterno anche i distributori di carburante, insomma un’azienda in piena salute ben organizzata che negli ultimi anni ha visto incrementare il fatturato nonostante la riduzione del numero dei prezzi totali venduti, avvantaggiandosi dell’inflazione che ha fatto aumentare i prezzi.
Quest’ultimo dato non va sottovalutato perché permette loro di raggiungere un ottimo risultato economico occupando meno personale.
La progressione del fatturato del sistema Conad è stata continua dagli 8,8 miliardi di euro del 2008 ai 21,1 del 2024, con una accelerazione dal 2019 dopo l’acquisizione di Auchan, diventando leader di mercato con il 15% di quota di mercato (media nazionale).
Il rapporto tra l’azienda centrale e i soci è uno dei punti di forza, quest’ultimi si adattano alle condizioni di mercato locale mentre i primi aiutano a risolvere le criticità con servizi e progettualità, oltre al resto.
La figura del socio è la peculiarità di Conad, infatti questi sono i datori di lavoro, cioè i lavoratori non sono dipendenti diretti Conad ma delle srl create dai soci imprenditori.
Per quanto ci riguarda, come lavoratori e rappresentanti sindacali, il binomio tra Conad e i soci è ciò che fin qui ha creato i problemi più grossi allo svolgimento delle nostre funzioni.
Il socio sostiene che non ha margini di movimento ma che deve sottostare alle direttive Conad, l’azienda invece risponde che non possono obbligare in alcun modo i soci per gli aumenti che aumentino i costi. Con questo valzer di scarica barile non affrontano mai nessuna richiesta avanzata dai lavoratori, non sottoscrivono contratti integrativi aziendali, lasciando ingessato il rapporto tra proprietà e collaboratori, senza nessun avanzamento né miglioramento nei posti di lavoro.
Sono veramente pochi i lavoratori che possono avvantaggiarsi di un integrativo, solo perché ne è stato sottoscritto uno per quel punto vendita. Infatti succede che non è possibile ad oggi sottoscriverne uno né territoriale né regionale né tanto meno nazionale, ma allo stesso tempo nemmeno uno per ognuno dei 3300 negozi, rischiando tra l’altro di creare disparità non accettabili.
Certo è che una soluzione deve essere trovata e noi lavoratori Conad siamo pronti ad il Nobel per il sindacato al primo che dovesse riuscirci.
Perchè di situazioni da migliorare ce ne sono a volontà, le lavoratrici e i lavoratori lamentano part time involontario spesso a 18 ore, livello di inquadramento sempre al ribasso, personale ridotto ovunque al minimo (per massimizzare i ricavi), problemi nella conciliazione vita lavoro e nell’organizzazione del lavoro che porta a consegnare gli orari il sabato pomeriggio per la settimana successiva, piano ferie mal organizzato, gestione dei permessi (rol) che diventa un “favore” al lavoratore che deve andare a chiedere, mal distribuzione del lavoro domenicale e nei festivi, premi produzione non regolamentati, banca ore. Il delegato e l’attività sindacale creano mal di pancia ai padroni in Conad, che non perdono occasione per esternarlo ai dipendenti, a volte in maniera aperta maltrattando e minacciando gli Rsa, gli Rsl e anche i semplici iscritti.
Finalmente nel 2024 la Filcams Nazionale ha creato il Coordinamento dei delegati Conad che si è riunito a Roma in Ottobre per il primo incontro: questo era stato chiesto a gran voce e più volte alla segreteria, perché se ne sentiva la mancanza e anche il bisogno.
La speranza è che sia dato seguito, senza far passare troppo tempo, per poter così creare un percorso che riesca a dare nuova fiducia, dignità e miglioramenti ai lavoratori, spesso rassegnati, che meritano ed hanno bisogno di vittorie che portino un deciso miglioramento nel posto di lavoro.
Che vengano creati gruppi di lavoro composti dai delegati per elencare le problematiche trasversali e specifiche, per trovare nuove idee, per elaborare nuove richieste insieme a tutta la struttura Filcams-Cgil, per arrivare infine ad elaborare una piattaforma da presentare a Conad Italia che diventi l’integrativo per tutti, di cui abbiamo bisogno.
