“Uniamoci con tutti gli altri lavoratori: in ciò sta la nostra forza, questo è il nostro credo. Lavorate con tenacia, con pazienza: come il piccolo rivolo contribuisce a ingrossare il grande fiume, a renderlo travolgente, così anche ogni piccolo contributo di ogni militante confluisce nel maestoso fiume della nostra storia, serve a rafforzare la grande famiglia dei lavoratori italiani, la nostra Cgil, strumento della nostra forza, garanzia del nostro avvenire”.
(Lecco 1957)
“La nostra organizzazione è costruita sulla democrazia, sulla libertà di espressione, sul rispetto reciproco di tutte le opinioni politiche e di tutte le convinzioni religiose. (…) Questa è la casa di tutti i lavoratori italiani. Ciascun lavoratore in casa sua si deve sentire a proprio agio. Questa è la casa di tutti, questa è la casa del lavoro.
Naturalmente, come in tutte le collettività fondate sul principio della democrazia, possiamo avere in questo o quell’altro sindacato o federazione una maggioranza e delle minoranze, grandi e piccole. Niente di male: c’è qualche cosa, però, che anche su questo terreno che ci accomuna. Le maggioranze sappiano che nella Cgil non c’è posto per intolleranze e tanto meno per la tracotanza; nessuna maggioranza deve pretendere o tentare di soffocare qualsiasi minoranza. La maggioranza sappia essere fraterna e ben accetta da tutti. Le minoranze sappiano essere vigili, attive, non si scoraggino; portino il loro contributo sempre più efficace allo sviluppo della nostra organizzazione e pensino che la minoranza di oggi può essere la maggioranza di domani”.
(Napoli, 1945)
