Specchio, specchio delle mie brame, chi è il più fascista del reame? Il generale Vannacci si guarda compiaciuto. I sondaggi lo premiano, i media fanno a gara a parlare di lui, la destra di governo si preoccupa. Soprattutto Giorgia Meloni, che ha fatto una fatica boia, e non ha mollato, per accreditarsi come autorevole leader conservatrice, e ora rischia di veder crollare tutto, nemmeno fosse un castello di carte. Perché Roberto Vannacci non prende certo voti a sinistra, e nemmeno nel vasto mare dell’astensionismo. Li ruba alla trimurti Fdi-Fi-Lega. Soprattutto a Matteo Salvini, che dopo la sbornia del Papeete non ne ha azzeccata più una nemmeno per sbaglio, ed ha pubblicizzato Vannacci facendolo diventare parlamentare europeo.
Da lì la strada per il generale è stata tutta in discesa. Libri, interviste e passeggiate identitarie hanno attirato alla sua corte politici leghisti delusi, razzisti di ogni ordine e grado, omofobi di varia estrazione, uomini che odiano le donne perché “il femminicidio non è altro che omicidio”, e soprattutto fascisti che non nascondono la loro fede per la fiamma e per il duce. Insomma, sta togliendo voti alla maggioranza di governo, a meno di un anno dalle elezioni politiche.
Già, perché la prima reazione di Giorgia & friends è stata quella di non farlo andare nelle televisioni da loro controllate, Rai e Mediaset. Ma poi, fatti due conti, si sta facendo strada l’idea di imbarcarlo in qualche modo in quella che una volta era la Casa delle libertà.
Un perimetro allargato che però rischia di scontentare parecchi, come le coperte corte d’inverno. Fdi e Lega temono il travaso di voti, i berlusconiani hanno invece paura che i loro lettori si spaventino leggendo “Il mondo al contrario”, illuminante opera letteraria del generale, e si dirigano verso altri lidi, magari quelli di un Matteo Renzi che da una vita aspetta l’arrivo degli orfani del Cavaliere.
I flash dei fotografi e la selva di telecamere che hanno immortalato il virile saluto del legionario tra Vannacci e l’ex galeotto Gianni Alemanno appena uscito di prigione, sono state altrettante coltellate sulla schiena della compagine governativa. E l’entrata del vannacciano Futuro nazionale nel gruppo parlamentare europeo dei neonazisti di Afd è stata un secchiello di sale sulle ferite aperte della maggioranza. Perché di destra si nasce, e Vannacci modestamente lo nacque. Tutto potevano pensare i fan della Fiamma, tranne che di essere scavalcati a destra da chi non si vergogna di avere la suoneria dello smartphone con le note di faccetta nera. Intanto dall’altra parte della barricata si guarda alle difficoltà dell’avversario e si incrociano le dita, ragionando su come imbarcare la renziana casa riformista senza darlo troppo a vedere.
(consegnato in redazione il 28 giugno 2026)
