Al momento stai visualizzando Macelleria “il globo” – di Andrea Montagni

Macellai, apprendisti e garzoni di bottega

Correva l’anno 1989. Dicevano: c’è stata una svolta epocale nella storia dell’umanità, per un avvenire di pace, libertà e democrazia nell’universo mondo. Hanno magnificato le sorti del “turbocapitalismo”.

La lotta di classe è stata sottaciuta e nascosta e il lavoro è sparito dall’agenda. Ma nello sfruttamento e nella povertà crescenti è la radice della violenza di questa società. Lo strapotere del capitalismo finanziario si accompagna alla degenerazione della democrazia liberale, sempre meno “liberal” e sempre più plebiscitaria e autoritaria. Il sopruso sistematico, il razzismo, la violenza sono la cifra identificativa del potere. Il ventre che ha generato il fascismo ha mostrato una fecondità inaspettata. Tanti popoli sono vittime della fascinazione perversa di razzismo, autoritarismo, sessismo.
La sconfitta epocale del socialismo negli anni ‘90 è stata segnata dal ritorno alla guerra guerreggiata in Europa, con la disgregazione della Jugoslavia e dell’Unione Sovietica, con le guerre in Croazia, Bosnia-Erzegovina, Kosova e Cecenia, dall’espansione ad Oriente di Nato e Unione europea fino alla guerra di Ucraina.

Le guerre europee non hanno posto fine alle guerre in Africa e in Oriente, anzi. I palestinesi sono oggetto di un genocidio, con uno stillicidio quotidiano di morti per azioni violente, malnutrizione e malattie. Uguale sorte pare destinata alla popolazione del Libano meridionale. In Sudan, in Etiopia, in Congo, in Libia si continua a morire. Gli Stati uniti fanno guerra all’Iran e cercano di prendere Cuba per fame, strangolandone definitivamente l’economia, mentre il Venezuela è sotto scacco. Anche Unione europea, Gran Bretagna e Canada sono sottoposti a pressioni economiche e politiche: i dazi branditi come arma, la minaccia di ritiro delle truppe Usa dalle basi europee, le rivendicazioni sulla sovranità di Canada, Groenlandia e Malvine. Tutti i paesi occidentali sono complici e vittime della barbarie.

Il mondo è divenuto un’unica grande macelleria! Trump è il gestore e conta su validi collaboratori, tra macellai provetti, apprendisti e garzoni di bottega. Fra i più solerti Al Buran, Al Julani, Al Menfi, Al Saud, Al Sisi, Dagalo, Erdogan, Haftar, Kagame, Nethaniau, Putin, Tsisekhedi, Zelenski: qualcuno arcinoto, qualcuno meno, tutti colle mani sporche di sangue. Al macello collaborano in tanti a partire dai leader europei che finanziano e riforniscono degli attrezzi del mestiere per macellare, squartare, tagliare a pezzi e scarnificare i popoli della Terra.

“Hanno fatto un deserto e lo hanno chiamato pace”, scrissero gli studenti dell’Unione goliardica italiana, nel manifesto di convocazione di una grande manifestazione contro la guerra in Vietnam che si tenne a Firenze nel 1967. Adesso il mondo è inondato di sangue!

Con la mobilitazione popolare costruiamo un argine (e mille flottiglie) fatto di volontari di pace, per imporre politiche di coesistenza ai governi, consapevoli che condizione per la pace è la giustizia che riconosce i diritti dei popoli e che le controversie tra gli Stati possono essere risolte dialogando.

(consegnato in redazione il 27 maggio 2026)