Al momento stai visualizzando La centralità delle delegate e dei delegati – di Federico Antonelli

Democrazia rappresentativa e rappresentanza anche nei servizi

Nel corso dell’Assemblea generale della CGIL si è votato un documento molto complesso che chiude una fase ma ne aprirà un’altra. I prossimi appuntamenti saranno gli incontri con le associazioni di impresa per avviare la negoziazione degli accordi interconfederali sulla struttura della rappresentanza e della contrattazione.
Anche nel corso dell’assemblea generale della Filcams-Cgil si era votato un documento che è diventato il contributo della categoria alla discussione. Sia in ambito di categoria, che confederale, Lavoro Società ha fatto dichiarazioni di voto che coerentemente hanno posto il tema della natura confederale della nostra organizzazione e la conseguente necessità di mantenere l’equilibrio tra gli interessi specifici delle categorie e la sintesi confederale, e generale, di questi interessi.
E’ stata una discussione importante e molto complessa che ha però scontato un problema su cui si deve ragionare: le delegate ed i delegati non si sono sentiti coinvolti appieno e hanno faticato a dare il loro fondamentale contributo.
Questa distanza tra l’importanza della discussione ed il mancato protagonismo delle delegate e dei delegati è una contraddizione enorme se pensiamo che obiettivo di tutto è il rilancio del ruolo della rappresentanza nei luoghi di lavoro e gli strumenti che rendano effettiva la pratica democratica nella gestione dell’attività sindacale. Proprio le delegate ed i delegati, che dovranno o potranno essere nominati o eletti, (nel caso di possibile nomina parliamo delle RSA) distinguo non banale ed al centro del dibattito, dovrebbero gestire procedure di approvazione di piattaforme rivendicative o di accordi siglati, non hanno avuto gli strumenti per giungere alla condivisione di riflessioni ed opinione (troppo spesso circoscritte alle riunioni dei segretari generali).
Nel corso dell’Assemblea generale della CGIL si è evocato il ruolo pedagogico dell’organizzazione: in tempi in cui la formazione politica è molto cambiata, affidata più ai social che alla socialità ed i partiti hanno abdicato al ruolo di organizzatori delle masse, la pedagogia politica e culturale che può offrire il sindacato è una delle poche occasioni di reale crescita del mondo operaio e del lavoro. Se nel proseguo della discussione sulle forme della rappresentanza saremo capaci di trasmettere il senso della discussione e della sua importanza, avremo giocato il nostro ruolo, altrimenti il concetto di rappresentanza si ridurrà sempre più, limitando di fatto il ruolo delle delegate e dei delegati. Sarebbe una sconfitta epocale, al di là di ogni forma di modello contrattuale possibile.
(consegnato in redazione il 29 gennaio 2026)