Al momento stai visualizzando Più reddito per chi lavora troppo poco, più tempo per chi lavora troppo – di Costantino Loi

La Filcams-Cgil era arrivata all’ultimo Congresso (il 16° tenutosi a Rimini a febbraio 2023) con l’obiettivo ambizioso di rinnovare in tempi brevi tutti i suoi contratti collettivi nazionali in scadenza. Oggi la stragrande maggioranza è stata rinnovata. E la stagione successiva è già cominciata.
La piattaforma per Commercio, Terziario, Distribuzione e Servizi, sia di Confcommercio che Confesercenti, DMO e Distribuzione Cooperativa affronta precarietà, part-time involontario, sicurezza, organizzazione del lavoro e intelligenza artificiale. Ma una rivendicazione deve ancora attraversare questa e le prossime trattative: ridurre l’orario settimanale a parità di salario.

Nel commercio prima, e a seguire nella ristorazione, nel turismo e nei servizi, la Filcams-Cgil deve fare la propria parte perché diventi una battaglia della Cgil. Al centro c’è la risorsa più preziosa: il tempo. Quello che vendiamo per lavorare e quello che ci resta per vivere.

Nei nostri settori c’è chi lavora troppo per avere una vita e chi lavora troppo poco per viverla dignitosamente. Da una parte il tempo pieno di 40 ore, dall’altra il part-time povero. Sembrano problemi diversi, ma nascono anche dal modo in cui le imprese organizzano il lavoro.

Le aziende hanno già ridotto l’orario individuale quando conveniva loro. Hanno moltiplicato i part-time e distribuito le persone su giornate lunghe, domeniche, festivi e picchi di attività, ricorrendo poi a ore supplementari e clausole elastiche. Insieme alle ore contrattuali, però, hanno ridotto anche i salari.

La contrattazione deve invertire questa logica: ridurre l’orario normale e aumentare il valore di ogni ora. Un tempo pieno più breve, a parità di salario, restituirebbe tempo a chi oggi lavora 40 ore. Venti ore sono il 50% di un tempo pieno da 40; diventano più del 55% su 36 ore e il 62,5% su 32. Non sono soltanto percentuali: è salario. Rivendicando più ore minime garantite per i part-time, possiamo unire le due battaglie: più reddito per chi lavora troppo poco, più tempo per chi lavora troppo.

Se automazione e intelligenza artificiale permettono di produrre la stessa ricchezza con meno tempo umano, a chi appartiene il tempo liberato? Può diventare meno occupazione e più margini per le imprese, oppure tempo restituito alle persone. A deciderlo saranno la contrattazione e il conflitto.
Il sindacato può trasformare questa possibilità in una richiesta collettiva. Le 40 ore non sono una legge di natura: sono una conquista di chi ha lottato prima di noi. Ora possiamo aprire la strada alla prossima.

(consegnato in redazione il 29 settembre 2026)