Una vertenza che ha valenza nazionale
Mentre Pam Panorama confermava la chiusura il 31 dicembre del negozio ‘I Gigli’ di Campi Bisenzio (Fi), con licenziamento per 45 addetti, Fabio Giomi 62 anni, due figli, delegato sindacale, veniva licenziato da Pam a Siena per non aver superato il cosiddetto ‘test carrello’. La sua vicenda è balzata alle cronache nazionali dopo che la Filcams-Cgil di Siena ha portato alla luce il suo caso.
Purtroppo, quello di Giomi non si è rivelato un episodio isolato. Fin da subito la Filcams-Cgil di Siena ha sostenuto che la vertenza sul test carrello non sia solo giuridica, ma profondamente politica, poiché i lavoratori potenzialmente coinvolti potrebbero essere tutte le cassiere e tutti i cassieri occupati nei supermercati, e non solo. Nel solo settore del commercio si contano oltre tre milioni di occupati.
In un primo incontro tenutosi presso la Prefettura di Siena, l’azienda ha manifestato la volontà di revocare il licenziamento, sostituendolo con una sanzione conservativa di dieci giorni di sospensione. Tale proposta è stata rigettata dalla Filcams di Siena, di concerto con il lavoratore.
La Filcams-Cgil di Siena, il 24 dicembre, ha organizzato un volantinaggio per sensibilizzare la cittadinanza e sostenere la vertenza Giomi, una vertenza che mette al centro la dignità di chi lavora. Il giorno di Natale è stato effettuato un nuovo volantinaggio.
Le ragioni del dissenso sono chiare e non si prestano ad alcuna strumentalizzazione da parte aziendale. La proposta di Pam non affronta il nodo sostanziale della questione: la correttezza del provvedimento originario. Una semplice “sospensione disciplinare” non restituisce dignità al lavoratore, né rappresenta quella responsabilità conciliativa che l’azienda dichiara di voler dimostrare.
Al ritiro del licenziamento non possono seguire sanzioni di alcuna natura: ciò equivarrebbe a riconoscere la validità del test carrello, uno strumento che abbiamo sempre respinto con forza.
La Filcams-Cgil ribadisce la propria disponibilità al confronto, ma solo su basi realmente costruttive, che non prevedano alcun tipo di sanzione.
La Cgil senese, la Filcams sono sempre dalla parte di chi lavora.
Pronti alla lotta!
Consegnato in redazione il 29 dicembre 2025
Non si può chinare il capo dinanzi l’ingiustizia
Due giorni dopo il licenziamento di Fabio Giomi, delegato Cgil del supermercato Pam di Porte di Siena, l’azienda ha licenziato altri due lavoratori con il pretesto del test del carrello a Livorno. Con la stessa motivazione sono stati presi provvedimenti verso altri dipendenti a Pisa e a Roma. L’azienda di fronte alla reazione ferma della Filcams-Cgil e al clamore e all’indignazione suscitate in tutta Italia dalla vicenda ha proposto di trasformare il licenziamento in una sospensione.
Con il consenso del compagno, forti del sostegno della Cgil Toscana e della Filcams regionale, che hanno dato vita il 29 novembre anche a un flash mob con la partecipazione del Segretario generale confederale e di delegazioni di tutta la regione, la Filcams-Cgil di Siena ha scelto di rifiutare ogni transazione in sede concertativa: la dignità del lavoro non è oggetto di mercanteggio.
Il 29 dicembre il tribunale di Siena ha annullato il licenziamento, condannato l’azienda al pagamento delle spese processuali. Come ha detto Giomi: “Avrei potuto cavarmela con dieci giorni di sospensione e oggi sarei già tornato a lavorare, ma ho deciso di tenere duro. L’ho fatto per me, per tutti i lavoratori del commercio e perché era una situazione inaccettabile. Quando le cose sono ingiuste non sono disposto ad abbassare la testa e ad accettarle solo per mantenere un quieto vivere”.
[NdD]
