1991: una categoria destinata a crescere, una direzione “inadeguata”, la sinistra sindacale si appalesa… - di Kang Sheng

IX Congresso della FILCAMS – XII Congresso della CGIL. A 30 anni dalla presentazione della mozione Essere sindacato (1)

Ad aprile 1991 furono presentate le tesi di “Essere sindacato” per il XII Congresso della Cgil che si sarebbe tenuto nell’ottobre a Rimini. La prima volta che in CGIL si sarebbe arrivati ad un congresso con documenti totalmente contrapposti. Primo firmatario Fausto Bertinotti della Segreteria confederale. Segretario generale era Bruno Trentin. Con Bertinotti promossero il documento una parte dei 39 dirigenti sindacali che avevano sottoscritto due anni prima il cosiddetto “Documento dei 39”, che criticava la politica confederale e palesava una rottura nella parte del gruppo dirigente che era espressione della componente comunista. Quel gruppo costituì per tutto il congresso la faccia della mozione nell’organizzazione. Alla mozione che si strutturò per affrontare il congresso si aggregarono la rete di delegati sindacali che facevano riferimento a “Democrazia consiliare”, una aggregazione che raggruppava grosso modo le compagne e i compagni che venivano dall’esperienza di nuova sinistra e che proprio in quel momento avevano avviato un processo di osmosi con i dirigenti sindacali comunisti che facevano riferimento alla corrente cossuttiana che si opponeva allo scioglimento del PCI e avevano assunto la denominazione di “Charta 90”. Anch’essi erano orientati a scrivere un documento alternativo. A dire il vero erano a buon punto, secondo i protagonisti, con un gruppo di lavoro nel quale spiccavano Salvatore d’Albergo, Gian Paolo Patta, Sergio Tosini ed altri. Ma la decisione del gruppo di Bertinotti pose fine a tutto questo: non c’era spazio per due documenti alternativi e i democonsiliari confluirono, senza neppure partecipare alla discussione, sul testo della mozione in Essere sindacato. Va detto che questi delegati alla fine costituirono l’ossatura della mozione, furono i veri protagonisti dei congressi. Anche se quella divisione iniziale avrebbe comportato che già due anni dopo – alla uscita di Bertinotti dalla segretaria confederale – “Essere sindacato” si sciogliesse senza formalità e al suo posto si formasse “Alternativa sindacale”.

Per la FILCAMS-CGIL il XII congresso confederale coincise con il IX congresso della categoria. La FILCAMS era una categoria di cui allora pochi avevano intravisto il potenziale rispetto alla crescita del settore dei servizi, con una direzione nella quale, accanto a dirigenti di grande qualità, a delegati combattivi e preparati, conviveva una gestione burocratica con un processo degenerativo anche sul piano dell’etica e dei comportamenti fino a coinvolgere nel 1992 l’ex segretario. Nessun dirigente nazionale della FILCAMS-CGIL sottoscrisse il documento dei 39. Si schierarono però a sostegno di “Essere sindacato” Gigi Coppini, allora segretario generale della FILCAMS-CGIL di Firenze, e una rete di delegate e delegati di grandi aziende della distribuzione, tra i quali gli ex funzionari e delegati che erano usciti dalla FISASCAT-CISL nel 1984 e che erano tornati nei propri luoghi di lavoro, rinunciando a distacchi e incarichi di direzione, in dissenso con la svolta a destra della loro organizzazione.

Bruno Rastelli, che fu al congresso successivo promotore di “Alternativa sindacale” e ha rappresentato fino alla sua scomparsa un compagno di riferimento per la sinistra sindacale in FILCAMS-CGIL, nel 1991 rimase nella maggioranza congressuale sostenendo in congresso alcuni emendamenti che avevano come primo firmatario il compagno Antonio Pizzinato, ex segretario generale della CGIL dal 1986 al 1988.

“Essere sindacato” non ebbe un risultato eclatante in categoria, ma ebbe un risultato straordinario a Firenze dove vinse il congresso (54%). Ebbe un buon risultato anche a Milano, superando un 25% conquistato soltanto con la partecipazione di delegate e delegati dei luoghi di lavoro alle assemblee di base.

Bruno Rastelli, scomparso nel febbraio 2014, è stato un pezzo di storia della CGIL milanese e del Partito comunista prima, e di Rifondazione e dei Comunisti italiani poi. Tra i protagonisti, come Paolo Cagna e Giacinto Botti, del movimento dei Consigli autoconvocati, è stato, prima di Andrea Montagni, il coordinatore dell’area programmatica di “Lavoro Società” in FILCAMS CGIL. Lo ha preceduto anche nell’incarico di presidente del Comitato direttivo della FILCAMS.

Gigi Coppini, scomparso a luglio 2015, delegato sindacale della CGIL nei primi anni Settanta alla Edison giocattoli, nel ’78 fu chiamato a fare il funzionario sindacale nella Camera del Lavoro di Borgo san Lorenzo (Firenze). Nel 1981 divenne a sua volta segretario della CGIL della zona, incarico che serbò fino al 1989. Nel 1990 divenne Segretario della FILCAMS di Firenze e si distinse come primo nella lista confederale di minoranza al Congresso della Camera del Lavoro di Firenze nel 1991. Gigi era destinato ad entrare nella segreteria della Camera del Lavoro, ma a Firenze la delegazione di “Essere sindacato” nel CD della Camera del Lavoro, scelte – per un voto – Andrea Montagni. Fu così che Coppini accettò la proposta di seguire la cooperazione in FILCAMS-CGIL nazionale. Tra i compagni che ritenne conclusa l’esperienza di minoranza con il congresso, non aderì più alle aggregazioni di sinistra sindacale.

Alla fine del congresso della FILCAMS-CGIL, Aldo Amoretti fu eletto segretario generale su proposta della Segreteria confederale.

 


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