Sardine alla Carta - di Riccardo Chiari

“Le sardine mettono allegria, sono colorate...”. Perfino Matteo Salvini, che è stato il catalizzatore del primo flash mob ittico in Piazza Maggiore a Bologna, e che da allora è stato accompagnato, di città in città, dalle manifestazioni delle cosiddette “sardine”, deve ricorrere a frasi di circostanza di fronte a un fenomeno di massa che sta contrassegnando queste ultime settimane del 2019.

Il leader della Lega sulla difensiva? Si stenta a crederlo, eppure è così. Perché questa volta si trova davanti ragazzi e ragazze di poco più di vent'anni che promuovono iniziative pacifiche nella forma e radicali nella sostanza: “Noi non siamo qui per odiare o contrastare qualcuno – spiegava alla manifestazione fiorentina Danilo Magli - ma siamo qui per dire che vogliamo la nostra Costituzione in alto in quelle che sono le decisioni politiche. Siamo qui per dire che la Costituzione e i suoi ideali devono essere rispettati da tutte le forze politiche. Stiamo chiedendo alla politica di ridarci la qualità politica. Siamo stanchi di una dialettica populistica, violenta, offensiva. Siamo soprattutto stanchi della matrice sovranista di questa dialettica. Qui c'è spazio per tutte le sardine ma non per i piranha”.

Qui casca l'asino. E Carlo Smuraglia, presidente emerito dell'Anpi, dall'alto dei suoi 90 anni e passa trae le conclusioni: “La Costituzione, nei periodi più ardui e complessi, è punto di riferimento di ogni azione, perché la Costituzione è di tutti. Ma questa Costituzione si compone di affermazioni, di valori, di principi e di impegni solenni. E la non attuazione di moltissimi di questi impegni è sotto gli occhi di tutti. La sola attuazione di questi aspetti fondamentali della Costituzione rappresenterebbe un cambiamento sostanziale del sistema politico e sociale, un miglioramento della convivenza civile, uno sviluppo della rilevanza della persona e della sua dignità: insomma, una vera rivoluzione pacifica”. E il cerchio si chiude.


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