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Sotto la Torre Pendente la nuova amministrazione leghista – alleata con Forza Italia e Fdi – ha deciso di farsi pubblicità a costo zero, presentando e approvando un mix tossico di xenofobia e dispregio dei principi della Carta costituzionale. In sostanza, come ha denunciato la sinistra pisana di Diritti in Comune, la giunta del sindaco Conti ha ricalcato il progetto del comune lombardo di Lodi, introducendo 'l'obbligo di produzione, da parte dei cittadini extracomunitari, di un certificato scritto, ottenibile mediante ambasciate e consolati, che certifichi i possedimenti immobiliari nella nazione di origine per poter accedere all’assegnazione degli alloggi popolari, e alle prestazioni sociali agevolate in tema di diritto alla casa'. In altre parole si parla dei servizi relativi al patrimonio di edilizia popolare residenziale, del regolamento dell’emergenza abitativa, e del bando contributo affitti. E c'è ancora di più: alle discriminazioni sulla casa si sono aggiunte quelle sugli interventi di carattere sociale e di sostegno alla prima infanzia, come gli asili nido, con garanzie di accesso prioritario ai soli autoctoni.

A Lodi il provvedimento è stato bloccato per decisione della magistratura. Il Tribunale di Milano ha prontamente rilevato che la delibera del comune lombardo “rappresenta un’ipotesi di discriminazione diretta fondata sulla nazionalità, vietata sia dal diritto dell’Ue di fonte primaria e derivata, che dal diritto interno”. Questo basilare concetto giuridico ha portato la giunta leghista di Lodi ad organizzare un consiglio comunale straordinario, e annullare tutto quanto. Ma la destra pisana ha pensato di andare avanti ugualmente, perché la pubblicità è diventata l'anima anche della politica. Propaganda a costo zero, sulla pelle dei migranti.

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