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Fioccano le iniziative di lotta nel settore del turismo, nell’ambito del quale le organizzazioni sindacali hanno proclamato lo stato di agitazione nazionale. Adesso a far precipitare la situazione è stato l’esito negativo dell’incontro avvenuto tra i Segretari generali con la dirigenza di Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), a seguito del quale  le Segreterie nazionali hanno proclamato un pacchetto di 12 ore di sciopero nei confronti delle imprese rientranti nella sfera di applicazione della parte speciale Pubblici Esercizi del CCNL Turismo.
Mentre con gli aderenti a Confcommercio (Federalberghi, Fiavet, e Faita) è aperto un confronto, Fipe ha rotto le trattative dopo aver presentato richieste irricevibili. Tra le pretese di Fipe vanno segnalate: l’eliminazione degli scatti di anzianità, l’eliminazione della quattordicesima mensilità, la riduzione dei permessi individuali (rol), la revisione del calcolo del periodo di malattia, il blocco degli aumenti salariale sino al 2015. Si tenga presente che la Fipe è la Federazione alla quale aderiscono grandi aziende quali: Autogrill, Mc Donalds, My Chef, Chef express, Airest, Vera, Sarni, My Sushi e altre aziende della ristorazione. Con alcune di queste (Autogrill, Mc Donalds) sono già in corso vertenze anche in tema di riduzione di personale; quindi questa offensiva di Fipe si inserisce in una strategia ben precisa in tema di relazioni sindacali.
Stante la dichiarazione di irricevibilità delle richieste avanzate da parte dei sindacati, Fipe ha abbandonato il tavolo delle trattative: per questo, in maniera unitaria, contro questo atteggiamento provocatorio Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil  hanno indetto uno sciopero.
Lo sciopero ha al centro la parola d’ordine di impedire lo smantellamento del CCNL del Turismo e per conquistare un contratto nazionale che dia risposte concrete ai lavoratori.
Lo sbriciolamento del CCNL è un rischio reale: non solo Fipe, ma anche Angem, in rappresentanza di una parte consistente delle aziende della ristorazione collettiva, ha voluto rivendicare  un proprio contenitore contrattuale. Per questo i sindacati hanno messo al centro la difesa del CCNL: in un settore, come il turismo, caratterizzato da elevata stagionalità, flessibilità, precarietà, deboli diritti, il contratto nazionale del turismo rappresenta dal 1974 un sistema unico di tutele e norme che regolano i rapporti di lavoro di quasi un milione e mezzo di lavoratrici e  lavoratori. Insomma, è l’unico elemento di tenuta sul versante dei diritti dei lavoratori. Il primo agosto si è tenuta a Milano la prima iniziativa di sciopero, con presidio e conferenza stampa in piazza Duomo; mentre il 3 agosto hanno scioperato i lavoratori dei locali siti su tangenziali, strade provinciali e autostrade della provincia di Milano. Si tratta della prima tornata di scioperi che riguardano le prime 4 ore del pacchetto complessivo demandate alla gestione territoriale (entro il 31 agosto 2013), mentre le restanti  8 ore verranno calendarizzate a livello nazionale nel mese di settembre.

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